Fate così: tagliate tutto. Di più, fatelo retroattivamente

Il dibattito politico si sta avvitando in abissi che pensavo inimmaginabili. Il presidente della terza regione per numero di abitanti che dice della presidente della commissione bicamerale antimafia che «ha fatto una cosa infame, da ucciderla». La stessa commissione che indaga sul medesimo presidente di regione. Il presidente del consiglio dei ministri che dà a chi gli si oppone l’inelegante etichetta di «accozzaglia». Il capo della principale forza di opposizione che definisce i sostenitori di una riforma a cui è contrario «serial killer della vita dei nostri figli» e il suo blog che definisce il segretario del partito di maggioranza «una scrofa ferita». Troppi apprendisti stregoni evocano forze più potenti delle loro membra: che dio o il caso o entrambi ce la mandino buona.

Gli stessi toni e temi usati per questioni di più modesta portata, come i costi per il funzionamento delle istituzioni, sono tratti da livelli davvero infimi. Discutendo in tv, Renzi domenica scorsa ha arringato il suo interlocutore in un modo che lasciava poco spazio al fraintendimento: «Ho il sospetto che la riforma non l’abbia letta, Landini. Glielo dico con rispetto. Bisogna cambiare le cose, non difendere la “casta” come fate voi». La “casta”? Ma non erano i grillini, populisti e demagoghi, a usare quelle parole? E poi, io non lo so se il segretario della Fiom difenda o meno la “casta”, come la chiama Renzi, e nemmeno m’interessa. Però, tutta questa storia sui costi della politica e gli stipendi dei politici non la sopporto più. Facciamo così: se quelli che li prendono pensano che quei soldi siano troppi, li riducano, li dimezzino, li eliminino del tutto, e anche con effetto immediato, visto che immagino credano nelle cose che dicono. Anzi, lo facciano pure con effetto retroattivo (per il come si possano fare norme con tale portata, chiedano agli “esodati”).

Perché, vedete, io penso che chi faccia politica debba essere pagato, e bene, sono per il finanziamento pubblico ai partiti e persino favorevole all’istituto del vitalizio. Il problema è che quelli che li prendono, e tutti, ora dicono che sono troppi, che noi che votiamo “no” vogliamo difendere i loro privilegi, che chi non sta con quelli che sono al potere, e molti da prima del tempo di cui io conservi memoria personale, difende la “casta” (che è parola orribile l’ho già detto, vero?). Allora, viene da dire, fate così: togliete tutto, e già che ci siete, rendete pure quello che avete preso negli anni in cui, come dite ora, il Paese era fermo nella palude, non funzionava e un’esosa politica lo danneggiava.

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