Di quale anno?

“A settembre, un masterplan del Pd per il Sud”. Quanta, grazia: addirittura un masterplan, che chissà poi cosa sia, e già a settembre. Questo è quello che, ad agosto, Renzi aveva annunciato per risolvere i problemi del Mezzogiorno, tutti, nessuno escluso, e dopo che un report a tinte fosche dello Svimez glielo aveva forse fatto scoprire. Davvero, tanta grazia; anzi, troppa. E infatti.

Infatti, nulla. Quel coso lì, il “piano maestro” per le regioni meridionali non lo si è visto. Nemmeno una più semplice “inchiesta”, come quella fatta di persona dal suo antesignano, nel senso della carica, non certo delle qualità, Zanardelli. Ma si sa, quelle son cose barbose, da professoroni, e lì, al governo, è tutto cool, friendly, easy, e continuate pure con gli aggettivi e gli avverbi che vi vengono in mente, tanto è uguale, purché siano inglesi, ovvio. D’altronde, l’hashtag era tutto un programma: #menochiacchiere. Quindi, non se n’è parlato più: i problemi del Sud son roba da sfigati perdenti, che solo a nominarli si rischia di apparire gufi. Meglio, molto meglio, sì, le magnifiche sorti e progressive delle statistiche “aggiustate” e il vaniloquio continuo e ripetuto sulle riforme che si aspettano da venti, trenta, settant’anni (“è un po’ di più, che faccio, lascio?”).

Certo, avremmo dovuto chiedere “di quale anno?”. Se solo ci avessimo per un attimo creduto. Invece, per fortuna, siamo abituati a non contare sulle promesse di chi governa. Così come siamo restii, noi nati a sud del Volturno, a fidarci di chi rappresenta le istituzioni. Sapete com’è, per noi lo Stato è ancora “più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall’altra parte”.

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1 risposta a Di quale anno?

  1. Fabrizio scrive:

    Di quale anno ” O ” In quale anno ,si domandano e ci domandiamo , riusciremo ad avere un sistema istituzionale e costituzionale che metta in prima fila le azioni preventive per raggiungere qualitativamente e quantitativamente azioni correttive per il bene comune della vita quotidiana civile e democratica !
    La democrazia procedurale e/o formale e’ qualitativamente garanzia al dialogo per azioni preventive di partecipazione comune.
    La democrazia sostanziale e/o di contenuto e/o di merito e’ quantitativamente garanzia al confronto per azioni correttive di convivenza comune.

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