Dell’esperienza del fuoco. Un dialogo

Lui: “Ma sai, se fanno la riforma della Costituzione come vogliono farla, sono anche contento”.

Io: “In che senso? Fino a ieri la criticavi, dicevi che era pericolosa, quasi autoritaria”.

Lui: “Quello lo penso ancora. Nonostante ciò, vorrei che fosse approvata così com’è stata pensata, anche con la possibilità di eleggere il presidente della Repubblica a maggioranza semplice, e senza allargare la platea dei grandi elettori, dalla nona votazione”.

Io: “Va be’, ho capito, stai solo cercando di provocare la discussione”.

Lui: “Nient’affatto. E ti dirò di più, sarebbe ottimo se fosse abbinata alla legge elettorale con le liste bloccate e i premi di maggioranza e le soglie di sbarramento così come l’ha approvata la Camera”.

Io: “Ora non ti capisco, parlavi di combinato disposto pericoloso per la democrazia, di sistema attraverso il quale chi dovesse vincere, potrebbe nominarsi la maggioranza parlamentare e quella necessaria a definire tutti i più importanti organi di garanzia”.

Lui: “Infatti, è così. Chi vincesse potrebbe fare tutto quello e dar corso ai suoi programmi senza perdere tempo a mediare con minoranze e oppositori”.

Io: “Ecco, sei diventato renziano. Ma a parte gli scherzi e anche se fosse, chi ti assicura che Renzi vincerebbe o che comunque vincerebbe sempre qualcuno equilibrato a tal punto da non farsi prendere la mano da tutto quel potere?”.

Lui: “Nessuno”.

Io: “Quindi concordi con me che quelle due riforme insieme, potenzialmente, sono un rischio?”.

Lui: “Assolutamente sì”.

Io: “Allora, davvero non capisco. Le reputi un pericolo, eppure le vorresti, anche se sai che potrebbe accadere che a vincere non fosse uno schieramento equilibrato e democratico come quello per cui voteresti”.

Lui: “Proprio così. E in quel caso voterei, fra quelli che hanno possibilità di farcela, per la coalizione o il partito meno equilibrato e meno democratico fra quelli presenti, dando in questo modo il mio contributo a far sì che diventino maggioranza. Che so, per un centro destra guidato da Salvini o per Grillo e Casaleggio”.

Io: “Che cosa? Tu? Ma hai bevuto?”.

Lui: “Tranquillo, sono sobrio. Ma soprattutto lucido. Vedi, ho provato a spiegare perché non condividevo quella roba lì, perché la ritenessi dannosa, perché non era il caso di andare in quella direzione, ma ho ricevuto solo insulti e improperi. Poi ho capito che a volte, per far comprendere a qualcuno che qualcosa scotta, devi fargli fare l’esperienza del fuoco. Vogliono quel sistema? Lo realizzino. Li aiuterò a capire quanto ci si possa scottare. È un ruolo pedagogico pure quello, non credi?”.

No, non credo. E credo anche che l’amico con cui scambiavo i messaggi che qui ho riportato, non farebbe mai una cosa simile. Però credo che davvero la torsione sulla quale ci stiamo avvitando sia preoccupante.

Così va il tempo oggi, e così vogliono coloro che ora sono maggioranza. Speriamo solo che, a esserlo, siano sempre quelli giusti.

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