Una complice equidistanza

Se la cattura di Hadar Goldin, l’ufficiale di fanteria dell’esercito israeliano, è un atto terroristico, allora lo fu anche l’attacco dei GAP, i Gruppi di Azione Patriottica, alle truppe tedesche in via Rasella, il 23 marzo del ‘44.

E se la strage delle Fosse Ardeatine fu una rappresaglia, allora lo è anche la reazione di Israele all’azione di uno dei gruppi vicini ad Hamas e i bombardamenti su Rafah e sul suo ospedale. Anzi, lo è di più, visti i rapporti e le proporzioni.

L’equidistanza nel conflitto israelo-palestinese, ogni giorno di più, rischia di diventare complicità col più forte. Da un lato abbiamo uno Stato con uno dei migliori eserciti al mondo e che da decenni, infischiandosene delle risoluzioni internazionali e degli accordi, occupa i territori della Palestina, considerandoli un proprio diritto divino, fossi cinico, direi il proprio spazio vitale. Dall’altro, uno dei popoli più poveri del pianeta che lotta contro la fame e la sete, e non è un modo di dire, cercando di difendere il principio secondo cui quella terra è anche loro.

È la loro terra perché loro c’erano fino al 1947, quando una comunità internazionale troppo pavida per impedire che milioni di uomini, donne e bambini innocenti (e come avrebbero potuto essere tanto colpevoli da meritare quella condanna?) venissero uccisi da un regime a cui troppo tardi si trovò il coraggio d’opporsi, pensò di ripagare le sue colpe togliendo pezzi di terra a chi, con quelle responsabilità, non c’entrava nulla.

Da allora, Israele è cresciuto, in tutti i sensi, e spesso, se non sempre, a scapito delle altre popolazioni della regione. Con le quali non si è mai davvero cercato un accordo, ma solo d’imporre attraverso la forza e la supremazia militare le proprie ragioni.

Ma, sì dice, “il terrorismo non è mai accettabile”. E chi lo nega. Però qui il problema è che le popolazioni palestinesi non sono un covo di terroristi; sono terrorizzate. Terrorizzate dai bombardamenti che in una manciata di giorni han fatto 1.500 morti. Terrorizzati dal dover assistere all’indifferenza per le loro sorti di tutto il mondo ricco, che sa ogni cosa della famiglia di quel giovane soldato israeliano rapito, ma se ne frega delle centinaia di bambini morti ammazzati dalle bombe israeliane, o meglio, da chi le ha lanciate. Terrorizzati dai muri che sorgono per tenerli fuori da casa loro, dal futuro di dolore e disperazione che sanno attenderli, dalla miseria che vivono quotidianamente, ancor di più nel rapportarsi a chi, pur di non rinunciare a un diritto sull’acqua o a un acro di terra, schiera carri armati e aerei da guerra, che del Davide re hanno la stella, mentre la fionda e le pietre del Davide povero sono in mano a cerca di provare a resistergli.

In quel clima, nasce e cresce il terrorismo? Sì. Perché è l’essere sociale che determina le coscienze, e perché quando i tuoi figli sono morti per gli effetti collaterali dell’arroganza dei potenti, quando la tua casa è stata spianata per far posto alle colonie di chi era già ricco abbastanza da poterne fare a meno, quando tua moglie, tua madre, tua sorella, rischiano la vita tutti i giorni, anche solo per andare a prendere l’acqua, allora può capitare che il pensiero di farsi saltare in aria e portarsi via qualcuno di quelli che vengono visti come i responsabili di quelle tragedie, diventi meno improbabile. Come è potuto capitare che venisse imbottito d’esplosivo un bidone della spazzatura per uccidere 33 soldati altoatesini, e sei civili, in una strada di Roma.

Criticare Israele è antisemitismo? Ma che razza di ragionamento sarebbe? Sono contro i tedeschi se giudico il regime nazista un crimine contro l’umanità? Sono antipatriottico se lo penso anche di quello fascista? Contesto forse il diritto dell’Europa a essere un continente se dico che il Colonialismo è stato un crimine ancora peggiore, e durato più a lungo?

O quelli che ci sono più lontani, nella storia, nella geografia, ma pure nella cultura, sono morti e muoiono di meno?

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1 risposta a Una complice equidistanza

  1. Ab scrive:

    Condivido ogni singola frase, ogni singola lettera!!!!!

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