Se non «apologia di fascismo», questa come dovremmo chiamarla?

Davvero, datemelo voi un nome, miei sovranisti sdraiati ai piedi di Trump, che scrivereste a lui con gli stessi toni e il medesimo coraggio che Troisi e Benigni misero nella loro lettera a Savonarola, se solo foste capaci a farceli stare in un tweet. Cos’è, rievocazione storica? Sberleffo futurista? Provocazione politica ad uso mediatico?

Una forza politica che invita al tesseramento con la foto di Mussolini a testa in su è fascista. Io non ne ho altre parole per definire il manifesto della campagna lanciata da Forza Nuova. Se non è apologia del fascismo l’utilizzo dell’immagine del suo fondatore quale reclame per l’adesione a un partito, cosa diavolo lo è? E abbiamo qualcuno al Viminale per fare rispettare anche questa legge, pure nell’ipotesi che a lui non piaccia? O qualcun altro, da altre parti di quello stesso esecutivo, per costringerlo a farla rispettare?  

E no, non ditemi che è una sciocchezza, una cosa da nulla. Perché qui già assistiamo con scioccante periodicità e preoccupante escalation alle aggressioni a chi è accusato di antifascismo, già leggiamo un po’ dappertutto orribili idee che pensavamo per sempre consegnate solo alla storia dei momenti più bui, già vediamo quelle stesse idee farsi organizzazione e alzarsi contro persone indifese. E temo che, pian piano, rischiamo di abituarci a quest’andazzo.

Prima di scoprire troppo tardi d’esser finiti come la rana di Chomsky.  

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