Quale governo vorreste far comando?

«Gli italiani faranno una scelta politica. […] (Col referendum) dovranno decidere se approvano il tentativo di Matteo Renzi di rendere più facile il comando del leader (oggi lui, domani chissà) […]. Oppure se temono questo progetto, e preferiscono mantenere in vita un sistema di controlli e condizionamenti sul potere del leader, così che il governo non si trasformi mai in comando. […] (Indirettamente) si voterà indirettamente anche sull’Italicum, e cioè su una legge elettorale con il premio di maggioranza (pure questa un’anomalia tutta italiana) che può trasformare il partito che vince anche di un solo voto, qualsiasi siano le sue reali dimensioni elettorali, in un gigante parlamentare da 340 seggi, stipando e frazionando tutte le opposizioni (che nel tripolarismo nostrano possono rappresentare fino al 70-75%) nei restanti 290 seggi dell’unica Camera elettiva rimasta. Il finale al ballottaggio introduce di fatto l’elezione diretta del premier in un sistema sulla carta ancora parlamentare, dunque non dotato di tutti i necessari contrappesi al potere del vincitore».

I brani citati sono tratti dall’editoriale di Antonio Polito sul Corriere della Sera di ieri. Non certo un antirenziano militante, non sicuramente uno che si oppone alla riforma Boschi. Anzi, dice in apertura di quel corsivo: «Ci sono molte buone ragioni per votare sì al referendum costituzionale». Nonostante ciò, dice pure che quella riforma rende «più facile il comando del leader», e che chi a essa si oppone difende un sistema di contrappesi pensati affinché «il governo non si trasformi mai in comando». La sintesi perfetta me la offre così un sostenitore delle ragioni opposte alle mie: io non voterò “no” perché temo la svolta autoritaria di Renzi, ma perché ho paura che chi seguirà lui possa imprimerne una ancora più forte, piegando (e in questo facendo lezione dei modi della stagione presente) maggiormente al su scopo regole e strumenti.

In fondo, la sfida è tutta qui. Come spiega Polito, quella riforma rende più facile il comando del leader. Come si può esser sicuri che il leader sia sempre il “migliore”? Quanto è lontana l’Austria di Hofer? Quanto potere sareste disposti a concedere a uno di quella risma che dovesse diventare domani il nostro presidente del Consiglio, senza che un Parlamento diverso dalla sua diretta emanazione di partito possa limitarne l’azione, impedire l’approvazione dei suo provvedimenti, variare, con emendamenti, o annullare, con procedure ostruzionistiche, proposte di legge che (e so che in cuor vostro sapete che è possibile che accada) sfiorino i limiti, quando non li oltrepassino del tutto, della convivenza civile e della vita democratica?

Pensate al peggiore dei vostri incubi politici; e ora chiedetevi se volete render comando il suo governo.

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2 risposte a Quale governo vorreste far comando?

  1. Fabrizio scrive:

    Papa Francesco , qualche giorno fa , si e’ rivolto” ai giovani e gli ha detto:
    ” andate controcorrente”
    Il Ns. Presidente della Repubblica Mattarella, qualche giorno fa , ha detto :
    ” equilibrio politico tra maggioranza ed opposizione”

    Alla Ns.Italia , alla Ns Repubblica , alla Ns. Costituzione, non ha bisogno di un governo del far comando ma gli occorre un governo del dar equilibrio ……………..

    p.s. continua……………..

  2. Luca scrive:

    E’ un post molto interesante, ma forse la frase che segue contiene degli errori. Probabilemente una negazione di troppo (se ho capito il senso della frase) e una “o” di meno.
    “La sintesi perfetta me la offre così un sostenitore delle ragioni opposte alle mie: io non voterò “no” perché temo la svolta autoritaria di Renzi, ma perché ho paura che chi seguirà lui possa imprimerne una ancora più forte, piegando (e in questo facendo lezione dei modi della stagione presente) maggiormente al su scopo regole e strumenti. L’argomento che “Il finale al ballottaggio introduce di fatto l’elezione diretta del premier in un sistema sulla carta ancora parlamentare, dunque non dotato di tutti i necessari contrappesi al potere del vincitore” mi pare in effetti molto valido.

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