Così, per vedere l’effetto che fa

Adesso scopriamo che la manovra è “incostituzionale”. In precedenza ci avevano detto che era “ingiusta”. Prima di definirla “iettatoria”, cari Bersani, Cuperlo, eccetera, eccetera, eccetera, ci volete dire che cosa intendete fare? Sostanziare col voto contrario le cose che dite, anche se sulla legge di stabilità dovesse essere posta la questione di fiducia, pure se ciò significasse rompere col partito di cui non riconoscete più valori, linea e atti, o nel caso la votereste comunque e a prescindere, rimandando la battaglia a domani? A me interessa poco, sinceramente, giusto il tempo di scrivere questo post, ma non vi sembra che continuando così stiate disorientando “i vostri”?

Su Il Manifesto di ieri, Franco Monaco, deputato Pd con forte impronta prodiana, non uno “zapatista rivoluzionario”, per intenderci, scriveva: “Una minoranza che dissente su tutte le questioni che contano, che, a parole, denuncia – Bersani dixit – che ‘si sta portando il Pd da un’altra parte’, che leva alte grida contro il soccorso di Verdini ma poi non ne trae le conseguenze. Semmai reitera comportamenti alla lunga indifendibili, distinguendosi in parlamento contro un vincolo politico prima che disciplinare, per chi sta in un partito degno di questo nome, dove ci si conforma ai deliberati della maggioranza. Eppure Bersani si ostina a ripetere ‘separazione? Tre volte mai’. Francamente non lo capisco. Per parte mia sarei meno polemico ma più risoluto, più conseguente: si prenda atto di differenze ideali, politiche e programmatiche non componibili in un medesimo partito e ci si separi, senza reciproci anatemi”. Ecco, per esempio.

Io non so perché voi non lo facciate, perche non vogliate provare a scoprire l’effetto che fa sentirsi liberi di votare e agire in piena coscienza. E se stare in un partito significa rifarsi al volere di una maggioranza, e se questo volere è davvero radicalmente inaccettabile per voi, mollate l’uno e l’altro. Tranquilli, c’è salvezza al di fuori di quella chiesa, non brucerete agli inferi per averla lasciata. E poi, voi non eravate laici?

Se non altro, per aiutare il vostro collega a scegliere fra le sue alternative spiegazioni del perché rimaniate lì dove siete: “Mi do tre risposte: 1) perché vittime del mito unitarista del partito di marca comunista, l’opposto di una concezione laica di esso quale strumento servente una politica in cui ci si riconosce (il fine è la politica, non il partito, un mezzo che si può cambiare senza drammi); 2) perché, sottostimando sia lo statuto del Pd che disegna un partito fondato sulla democrazia di investitura del leader, sia la stessa soggettiva vocazione di Renzi a un leaderismo spinto, ci si illude di potere strappare una gestione consociativa del partito, magari una gestione a due (del resto il tanto celebrato – dalla minoranza Pd – ‘metodo Mattarella’ fu una decisione presa in due, Renzi e Bersani, il più verticistico dei metodi, considerato che i grandi elettori del Pd non furono mai consultati ma solo informati a un’ora dal voto per il Quirinale); 3) forse anche per un certo sistema di interessi diffusi che ha il suo baricentro in Emilia e che – il caso dei ministri ‘modello Poletti’ insegna – malvolentieri abbandonando il certo di un rapporto organico con il partito al governo per avventurarsi verso l’incerto di un nuovo soggetto di sinistra. La quale sinistra può attendere”.

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2 risposte a Così, per vedere l’effetto che fa

  1. Fabrizio scrive:

    Cosi, per vedere l’effetto che fa, e di nascosto sapere ” e sappiate “che va e/o andra’ a finire come sempre e’ successso , accaduto , eccetera ed eccetera…..!
    (Minoranza Pd e Non Solo…..) Legge di Stabilita’ e Legge Unioni Civili.

    Sulle Unioni Civili non serve nessun legge ma, civilmente e democraticamente parlando, una riforma da aggiungere nella Ns.Costituzione rispettandone tutti i canoni civili ed umani.
    Da cristiano credente credo che occorra far vivere meglio gli altri per vivere meglio in se stessi.
    La Chiesa deve aprirsi alla societa’ globale spaziale! Il concetto famiglia non puo’ limitarsi alla sola unione tra uomo e donna con figli.
    La Famiglia deve esssere considerata una comunita’ di persone di identita’ e di diversita’.
    Solo cosi si arrivera’ al reale e concreto rispetto dei sacrosanti principi dei diritti umani.

  2. Fabrizio scrive:

    In conclusione , come ci insegnano, se l’unita’ e’ sinonimo contrario della pluralita’ sarebbe molto civile e democratico mettere i punti sulle i non per il proprio uso e consumo ma per il bene comune!
    Non piu’ Stato di Famiglia ma Comunita’ e/o Nucleo Familiare!

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