Ma non è quello che volevate?

Mettiamo il caso che il centro destra riesca, dopo che il Caimano, col Milan, lasci pure la maggioranza di Forza Italia, a fare una lista “tutti con Salvini”. Grazie all’Italicum recentemente approvato, nel giubilo gaudente e fra le giaculatorie maggioritarie, questa potrebbe arrivare al ballottaggio col Pd. Facciamo l’ipotesi che il M5S sia terzo, ma decida che, fra un Matteo e l’altro, non voglia prendere posizione. E poniamo anche che molti degli elettori del movimento di Grillo, fra Renzi e le posizioni “no euro” e “mai ius soli” del leader già padano, nella tenzone a due siano tentati da quest’ultimo. Infine, consideriamo l’eventualità che pure per l’Angelino nazionale, questo o quel Matteo pari siano, purché gli si offra la poltrona e quindi, pochi e raffazzonati, i suoi elettori ritornino alla casa del padre di Arcore in cambio di due ministeri, quattro sottosegretariati e una manciata di capilista sicuri.

Supponiamo che, al gioco del “lascia o raddoppia” nel secondo turno nazionale, si confrontino il Matteo rude contro chiunque e l’altro, aggressivo solo contro la sinistra, e che a trionfare sia quello nato fra i Navigli, non chi vide la luce sulle sponde dell’Arno. E prendiamo in considerazione la circostanza che questi riesca a fare un governo con La Russa alla difesa, la Meloni per, sarebbe meglio dire “contro”, l’immigrazione, Brunetta alle politiche del lavoro e, volendo dare un tocco di esperienza, il Tremonti ora leghista all’economia e la Moratti ringraziata ormai da tutti all’istruzione. Impossibile? Me lo auguro. Ma al contempo me ne chiedo il perché; a parte Salvini, gli altri al governo ci sono già stati, e non nel secolo scorso.

Molti ora potrebbero dire: “ma in un confronto a due fra il capo della Lega e Renzi, tutti i moderati starebbero col segretario del Pd, e anche la sinistra tutta lo sosterrebbe”. E chi lo dice? I moderati, in questo Paese, hanno per lustri votato Berlusconi che al governo portava la lega e gli ex fascisti, perché ora dovrebbe essere diverso? E poi, “la sinistra tutta” quale? Quella che già è con Renzi, certo. Ma gli altri? Quelli che lui ha asfaltato, piallato, “distrutto” (secondo la più recente versione retroscenistica del Corriere della sera), perché dovrebbero spendersi per lui, dopo che per anni li ha accusati di essere il problema, i “gufi” che danneggiano l’Italia, i “rosiconi” che fanno male all’interesse nazionale, i “professionisti della tartina”, i “professoroni” inconcludenti, gli “amanti della palude”? Inoltre, egli ha pure imposto l’eliminazione della possibilità di apparentamento, per evitarne rappresentanza, condizionamento, e presenza nei luoghi dove si decidono le cose che si devono fare.

Permalosi? Liberi di crederlo, per carità. Ma potrebbe essere anche vero il contrario. Potrebbe essere, per esempio, che essi si siano convinti, o siano stati persuasi, delle ragioni del Renzi vittorioso. Insomma, se lui li ha definiti antiquati e inadeguati come gettoni per l’iPhone, e ha vinto, forse è davvero così. Ecco, nel caso, questi toglierebbero il disturbo per non danneggiarlo. Si dovrebbe ringraziarli per il loro tirarsi indietro: rimanendo sul divano il giorno dell’eventuale ballottaggio, attuerebbero una sorta di auto-rottamazione preventiva.

E poi, in fin dei conti, è ciò che l’attuale classe dirigente della fu sinistra vuole. O no?

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