E cos’altro dovrebbero fare?

“C’è molta strumentalità. La voglia di fare cagnara intorno a questo passaggio non credo sia un servizio al lavoro parlamentare né al Paese”, dice il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini, con l’eleganza linguistica tronfia di vacuità che sempre ne caratterizza l’eloquio, riferendosi alla decisione delle opposizioni di disertare il dibattito sulla legge elettorale nella Commissione affari costituzionali della Camera. Di grazia, e che cos’altro dovrebbero fare?

Dico, se la discussione è blindata perché il capo del Governo ha ordinato ai suoi di andare avanti senza tentennamenti, tanto da sostituirne una decina non perfettamente allineati, né emendamenti, che poi sarebbe il lavoro di chi siede in quelle aule, e se comunque non si potrà modificare di una virgola il testo dell’Italicum, alle opposizioni cosa rimarrebbe da fare? Farsi contare per dare la parvenza del dialogo parlamentare? Certificare col voto contrario la garanzia del rispetto formale della democrazia?

Il lavoro dell’opposizione è ritenuto un impedimento sulla via delle magnifiche sorti e progressive della maggioranza, le sue iniziative piallate a colpi di canguro o decapitate con abili fendenti di ghigliottina, il proprio compito asfaltato all’insegna della vulgata del “lasciateci lavorare” messa in piedi da Renzi e ripetuta con estatico rapimento da renziani e renzisti di tutte le confessioni, i riti e le ore; che cosa potrebbero fare quelli che non sono d’accordo? In che modo dare un contributo? Come collaborare oppure opporsi, che è funzione necessaria in un sistema democratico, diversamente, appunto, da quel lasciarli lavorare da soli?

Non mi sono simpatiche le posizioni del M5S, non l’ho mai nascosto, e con quelli di Forza Italia non avrei preso nemmeno un caffè, figuriamoci farci due governi e un patto d’acciaio così duro da essere rispettato anche quando uno dei contraenti lo disconosce. Ma rimane il fatto che, dinanzi a espressioni del tipo “non siamo disposti ad arretrare di un millimetro”, a chi vuole opporsi non resta altro che dire: “ok, approvatevi da soli le cose su cui non volete mediare”.

Dopotutto, la maggioranza basta in sé, altrimenti che maggioranza è. Giusto?

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