Jobs Act: meglio la delega in bianco

Meglio la delega in bianco che eventuali mediazioni a ribasso. Dico davvero: sul Jobs Act, meglio lasciarlo come è uscito dal Senato che tentare assurde mediazioni che sono solo rese malcelate. Quel testo, almeno, è impugnabile sotto diversi profili, anche costituzionali.

Ho letto che Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro alla Camera, vorrebbe introdurre nel dispositivo in votazione la previsione del mantenimento dell’articolo 18 per i licenziamenti discriminatori e per i casi più gravi di licenziamento disciplinari infondati e, per tutte le altre fattispecie, ridurre la sanzione a un indennizzo, laddove le motivazioni siano di natura economica. Damiano, per favore, fermati.

Se questo fosse fatto, al datore di lavoro sarebbe sufficiente dire che ogni licenziamento è dovuto a “ragioni economiche” per ottenere una libertà in tal senso come quella di prima dei telefoni a gettone. Altro che mediazione: un regalo ai padroni così grande, che forse nemmeno loro si aspettano.

Per gli interessi dei lavoratori, sinceramente, è meglio che il testo rimanga così come l’ha voluto il Governo. In quello, la parola “licenziamento” non compare, e lo stesso ministro Poletti ha detto che di quella si sarebbe trattato nei decreti delegati. Bene, lasciamo Renzi a giocare il suo gioco.

Secondo la Costituzione, art. 76, in quei decreti delegati non si possono disciplinare argomenti non trattati prima, quando sono stati definiti i “criteri direttivi” della legge delega. Il licenziamento non c’è? Di quello non si può disporre.

Quando arriveranno i decreti contenenti norme su materie non fissate nei criteri approvati dal Parlamento, potranno essere impugnati per evidenti ragioni di incostituzionalità. E siccome in quella delega c’è poco più di nulla, su poco più di nulla potrà decretare l’Esecutivo senza incappare in ricorsi fondati e potenzialmente in grado di annullare i suoi atti.

Come dire: lasciate correre il piè veloce nella direzione che ha scelto. E se questa punta al muro, meglio.

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