Il complotto, what else?

Nelle ultime dichiarazioni di Renzi, Federico Geremicca, ieri su La Stampa, coglie il senso cupo che a volte traspare dal sentimento di sentirsi “braccato”, capace, scrive il giornalista del quotidiano torinese, di oscurare “la filosofia del sorriso” che fino a questo momento aveva animato e mosso la narrazione del segretario del Pd.

In effetti, in quel “c’è un disegno, studiato e progettato, per dividere il mondo del lavoro e spaccare l’Italia”, pronunciato nel corso dell’incontro bresciano con gli imprenditori, un po’ la sensazione di qualcuno che cerchi a tutti i costi la dimostrazione della teoria del complotto si avverte. La ricerca del nemico, del pericolo contro il quale stringersi a coorte nella difesa delle istituzioni e della Patria non lascia immune nemmeno il presidente della Repubblica, che vede crepuscolari nuove minacce provenire da “estremismo e fanatismo”.

Però, l’effetto che quello fa nelle parole del capo del Governo è diverso. Se da Napolitano, per la sua storia e per la sua età, parole contro quanti potrebbero mettere a rischio l’ordine costituito, uno un po’ se l’aspetta, da Renzi no. Il suo era il racconto dell’ottimismo, come nota Geremicca, adesso che cosa sta succedendo? È una tecnica per contrastare il possibile calo di popolarità per effetto delle misure che si stanno prendendo? È un modo per caricare i suoi in vista di una tenzone elettorale ormai prossima? È una strategia che serve a ridurre al silenzio gli oppositori?

Sinceramente non saprei. Quello che mi stupisce è che il sempre giovane e forte presidente del Consiglio si poneva sulla scena come l’eterno amante dei tempi mutevoli e del mondo senza certezze, spinto al nuovo quale entusiasta artista rinascimentale, scopra oggi accenti così bui che nemmeno un pensatore di Port-Royal.

In ogni caso, ora siamo giunti alla teoria del disegno, del complotto, che dopo quella della perpetua giovinezza e lo sguardo innamorato sulle meraviglie del futuro contemporaneo, tracciano una china aperta alle mille possibilità. Cosa ci sarà dopo? Quale sarà il passaggio successivo? Ma soprattutto, dov’è che ho già sentito di simili parabole?

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