Il concreto opportunismo

Ricordate l’esperienza Monti? Bene, loro c’erano. E oggi, magari, contestano quelle scelte, la “riforma Fornero” che ha creato gli esodati e l’inserimento delle norme del fiscal compact in Costituzione, che allora hanno votato o, se non direttamente presenti nell’Esecutivo o in Parlamento, sostenuto e non avversato. L’importante, all’epoca si diceva, era “sconfiggere e togliere Berlusconi da Palazzo Chigi”.

Poi, però, c’è stato il governo fatto direttamente con Berlusconi, mettendo proprio insieme gli uomini dell’una e dell’altra parte. E loro, di nuovo, c’erano. Certo, giustificandosi con la considerazione che a obbligarli era “il risultato elettorale”, “la mancata elezione di Prodi”, “le Camere bloccate”, ma trovandosi, nei fatti, soddisfacentemente d’accordo gli uni con gli altri.

Dopo, è venuta l’alleanza con Alfano ma senza Berlusconi. E anche lì, loro c’erano. E tutti festanti, perché così, spiegavano, si rinnovava la destra che diveniva più “europea”, e veniva relegato nell’angolo il Caimano, ritornato tale nelle parole perché non più necessario nei numeri. E guai a criticare il lavoro di Letta, mi raccomando.

Infine, è arrivato Renzi, che ha riabilitato il leader di Forza Italia, facendo, più che un patto, un atto da Nazareno, tipo con Lazzaro. Loro, ovviamente, c’erano anche qui. E quando Renzi ha preso a cannoneggiare il governo Letta, loro hanno smesso di difendere l’azione dell’Esecutivo che sostenevano o di cui facevano parte, e han preso le distanze perché era “troppo fermo”.

Così si è giunti, tutti contenti, alla nascita del governo Renzi, con loro, ça va sans dire, presenti. Guai adesso a criticare il capo del Governo e del Pd (che loro criticavano prima, quando sostenevano altri, con la medesima lealtà che oggi promettono a lui) e a dire che esso non produce risultati, “perché l’esecutivo è in carica da pochi mesi” (non tanti meno, in verità, di quelli che fecero decretare “per inconcludenza” la fine del precedente).

Ma loro c’erano prima, ci sono ora e, con molte probabilità, ci saranno anche domani. Loro chi? Beh, i baluardi della “sinistra concreta e di governo”, chi altri se no? Il loro senso di responsabilità li porta a soffrire per dover appoggiare cose che dicevano di non condividere, e che forse diranno ancora di non condividere in futuro, ma che accettano perché “non ci sono alternative”. Troppo facile fare le anime belle, sempre pronte a parlar di coerenza stando fuori dal circuito: provate a sporcarvi le mani, e poi vedete se è così semplice essere coerenti.

Che poi, loro coerenti lo sono, e molto. Perché, scusate, se sono “sinistra di governo” è logico che tentino di stare “al governo” comunque e in qualsiasi situazione, non è che si può sacrificare quest’alto valore sull’altare di pregiudizi ideologici come la linearità con le cose dette o la fedeltà alle proprie idee.

Inoltre, bisogna essere concreti, no? Quindi, concretamente, bisogna fare le cose che si possono fare nelle condizioni date, indipendentemente dalla circostanza per cui esse siano in linea con i propri ideali oppure l’esatto contrario delle cose che si volevano fare, e sulle quali si sono presi i voti. Per esempio, se si diceva che si sarebbe superata la precarietà e invece le condizioni non ci sono più, tanto vale estenderla a tutti, togliendo pure l’obbligo di indicare i motivi per cui vi si ricorre. Più concreti di così: quello si può fare, quello si fa.

Ora, so che può sembrare opportunismo, ma se mai lo fosse, sarebbe un opportunismo concreto, pragmatico, realista. E se qualcuno pensa che è un po’ strano questo loro sempre esserci, soprattutto sospetto, se si considerano le dirette conseguenze, in termini di potere e indennità, è solo perché voi idealisti siete anche intrisi di demagogia e populismo.

Come cosa sono demagogia e populismo? Sono quando si può dire che un professore d’orchestra deve essere precario perché ci sono gli operatori di call center che vivono a 600/700 euro al mese, ma non si può dire che 14mila euro netti mensili per un parlamentare sono tanti perché ci sono operatori di call center che vivono con meno di un ventesimo di quella cifra.

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