No, amici dem, Giorgia Meloni non è meglio di Matteo Renzi

A proposito di sondaggi, ieri mi ha molto colpito un articolo sull’edizione online di Repubblica, a firma di Giovanna Vitale, lei stessa impressionata dai dati che stava raccontando. Scrive la giornalista, in avvio del suo pezzo: «C’è un dato a dir poco sorprendente nelle pieghe del sondaggio YouTrend commissionato dal gruppo dem di palazzo Madama, su cui la settimana scorsa i senatori si sono accapigliati. Racconta che, non ci fosse Matto Salvini a salvagli l’onore, il politico più detestato dagli elettori del Pd sarebbe Matteo Renzi. Sì, avete capito bene, l’ex segretario-premier che in quanto ad affidabilità scivola per la prima volta dietro a Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia che dovrebbe essere la bestia nera del popolo democratico e invece risulta più apprezzata dell’ex Rottamatore». Posso essere sincero fin in fondo: è sconcertante, certo, ma non sorprendente, questo atteggiamento. Purtroppo.

Dico purtroppo, ma è un sentimento che, di quella comunità, conosco e riconosco. Sono tanti, lì, pronti più a odiare chi li ha delusi, traditi, ingannati o semplicemente non ha tenuto fede agli impegni presi, o pur solo a quelli che altri avevano immaginato che dovesse onorare, che a combattere gli avversari, giudicandoli per quel che sono, valgono e fanno. Lo stravolgimento, poi, arriva al punto che, usciti da quella comunità dopo esservi appartenuti, non si è più, per tanti, degni di considerazione, e si scivola, quindi, nel gradimento al di sotto degli avversari. Così, i tanti che applaudivano Renzi, tributandogli i successi elettorali che ha avuto e che tutti, tutti loro hanno sostenuto e festeggiato, ora lo dannano, addirittura, in ipotesi, preferendogli la leader di Fratelli d’Italia. Qui, però, superano anche quelli che, come me, Renzi lo hanno osteggiato quando loro lo sostenevano: no, cari elettori del Pd citati in quel sondaggio, per quanto non vi piaccia più, o non ci sia mai piaciuto, rimane il fatto che Giorgia Meloni (valutata da sinistra, ma pure dal centro) non può essere preferibile a Matteo Renzi. Non si perda la lucidità di giudizio fino a questo punto, vi prego.

Una prova a sostegno di questa valutazione? Bene, ci provo. Renzi è stato a capo del governo per quasi tre anni. Alcune cose le abbiamo criticate, e molto. O meglio, quando io le criticavo, voi mi prendevate a randellate sulle gengive, ma questa è un’altra storia. Comunque, dicevo, ha guidato il paese per un periodo decisamente lungo, se confrontato con la durata media dei governi nostrani. Molto di quello che ha fatto avremmo preferito che non fosse fatto, o fosse fatto diversamente; ci sta. Ora, però, immaginate che per quei circa trentaquattro mesi, a guidare l’Italia, ci fosse stata Giorgia Meloni, con tutto quello, e con tutti quelli, che ciò avrebbe comportato.

Pensateci (pensiamoci): magari, non sarebbero stati solamente dettagli di stile.    

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