Usassero almeno toni poco impegnativi

Esattamente un mese prima di giurare davanti a Mattarella, il neo ministro delle Politiche del Lavoro Andrea Orlando, anche vice segretario del Pd, escludeva «totalmente», rispondendo a Lilli Gruber che lo intervistava a Otto e mezzo, su La7, e categoricamente, che il suo partito potesse sostenere un governo di unità nazionale insieme con la Lega. Neppure nel caso in cui a guidarlo ci fosse stato Draghi. Anzi, con battuta non so quanto simpatica, questione ovviamente da commisurare ai gusti di chi ascolta e di chi parla, disse: «nemmeno se lo guidasse Superman». Ecco, precisamente.

Ora, dal mio punto di vista, la questione non è tanto su quello che decidi di fare, nel pieno rispetto delle regole della democrazia parlamentare. Al massimo, verte su come presenti le scelte qualche giorno prima di prenderle. Insomma, il senno di Orlando è sicuramente più posato di alcuni suoi compagni di partito che non avevano ancora finito di twittare con l’hashtag #senzadime, che già erano al governo con quelli da cui prendevano le distanze social. Eppure anche lui finisce nell’incongruenza, alla stregua di un Di Maio qualunque, così veloce, il grillino, a escludere governi con la Lega e col Pd, quanto a farne prima con gli uni, poi con gli altri, e adesso tutti insieme. Il 12 gennaio, quando il ministro del governo Draghi pronunciava quel suo «totalmente», l’ipotesi di un epilogo come quello che si è avuto, per la crisi aperta dall’ex segretario del suo partito, era prevedibile persino da me (soprattutto considerando che il partito per il quale escludeva tale eventualità, negli ultimi anni, ha governato praticamente con ogni forza politica presente in parlamento). A quel punto, non sarebbe stato meglio un linguaggio meno assertivo? Una cosa tipo: «valuteremo le condizioni, siamo aperti a discutere, purché rimangano fermi il bene del Paese e la necessità di soluzioni adeguate, non abbiamo preclusioni sui nomi e sulle formule, l’importante sono le decisioni e le misure adottate… il nostro è un partito serio (certo) / disponibile al confronto (d’accordo) / nella misura in cui / alternativo / aliena ogni compromesso /» (ci fosse almeno Rino, a cantar di quel che accade).

Invece, devono garantire che mai, mai più, giammai, ostentando una sicurezza che cautamente miti e misurate disposizioni d’animo e pensiero consiglierebbero di mettere un po’ di lato, se non altro. Come se non avessero – e avessimo – già dovuto constatare quanto simili prese di posizione preventive scontino il nulla di fatto, nella dinamica delle cose che possono accadere, continuano a farsene tronfi portavoce, vacui sostenitori.

Lamentandosi, perfino, se qualcuno sorride scettico sentendoli promettere.

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