Due pulsioni divergenti, in un mondo solo

Dall’amore per Kierkegaard al piacere di leggere Withman, passando per le profondità di Camus, sono da tempo convinto che l’idea per cui le contraddizioni possano superarsi, hegelianamente, in una superiore unità, sia una consolazione buona per pensatori annoiati e timorosi. Detto ciò, quindi, per quanto creda che queste non possano che viversi così come sono date, irrimediabilmente contrapposte, mi resta un dubbio: davvero possiamo essere, contemporaneamente, contro i dazi Usa alle esportazioni alimentari europee e per il consumo, qui, di prodotti a km0?

Mi faccio queste e altre domande del genere, sinceramente e senza alcun intendo polemico, quando leggo di iniziative che condivido, ma che mi appaiono in contrasto con le tesi che gli stessi promotori di quelle portano in altri momenti avanti. Ad esempio: è giusto premere affinché l’UE si dia da fare per scongiurare le ipotesi di imposte eccessive all’ingresso dei vini italiani nel mercato statunitense, così come sono pienamente dalla parte della Coldiretti, quando questa si preoccupa dell’effetto nefasto che quelle stesse tasse potrebbero avere sul comparto agricolo italiano. Ma mi chiedo, al contempo, se tutto ciò non sia in contrasto con l’idea di consumo di prodotti locali, che gli uni e l’altra pur sposano e difendono? Non muovono, in fondo, dalle stesse ragioni di tutela della propria economia l’azione di Trump e quella dei produttori nostrani?

Se parlassimo con uno solo dei farmer d’Oltreoceano, quasi sicuramente questi ci direbbe che non vuole un Parmigiano competitivo sul proprio mercato perché, altrimenti, non riuscirebbe più a vendere il suo Cheddar. E il fatto che i due prodotti siano parenti solo perché dal latte entrambi derivati, non sposta di una virgola le ragioni di paura che animano il sentimento dell’agricoltore americano quello del suo collega padano. Anche lì dove la piana cerealicola non pare aver mai fine, tutto sommato e facilmente potrebbe passar l’idea del consumo di ciò che si produce localmente, senza dover far giungere derrate da lontano. E contemporaneamente, quella di immaginare i propri prodotti liberi di viaggiare per il mondo senza oboli aggiunti, in modo da arricchire, con le esportazioni, i redditi di chi li realizza.

Come qui, appunto. Possono reggere insieme entrambe le pulsioni?

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