Come al Romanische Café

Il Romanische Café era un locale di Berlino, molto in voga negli anni della Repubblica di Weimar. Ai suoi tavoli si potevano trovare persone interessantissime, come Bertolt Brecht ed Erich Maria Remarque, il pittore simbolo della Neue Sachlichkeit Otto Dix e il cantore migliore, ma è un giudizio personale, della finis Austriae Joseph Roth, e ricchi imprenditori della cultura, attori spiantati, personaggi in cerca di autore per ogni genere artistico. Verso la fine di quella Repubblica, il caffè che prendeva il nome dallo stabile, Romanisches Haus, che l’ospitava, a sua volta chiamato così in virtù dello stile neo-romanico della costruzione, ritrovo di intellettuali e artisti di forte convincimento democratico e con idee liberali o di sinistra, divenne un simbolo dell’iconografia del “nemico” frutto della potente e troppo feconda mitopiesi nazista, e fatto oggetto di attacchi e assalti delle camicie brune. Un bombardamento alleato nel ’43 rase poi al suolo l’intero palazzo, ponendo irreversibilmente fine alla sua storia.

Nel 1926, allo scrittore Matheo Quinz toccò in sorte di descriverne l’ambiente (cfr. Matheo Quinz, Das Romanische Café, Der Quersehnitt 6, no. 8, 1926, pp. 608-6016, ripreso da Eric D. Weitz in La Germania di Weimar. Utopia e tragedia, 2008, pp. 88-89). Tratteggiando quello che vide, parlò dei tanti rappresentanti della vita culturale berlinese che si incontravano in quel luogo, ma raccontò anche come ognuno sedesse al proprio tavolo, col suo gruppo di contatti e amici, incapace o non disposto a relazionarsi con quanti non appartenessero alla stessa cerchia, quasi a rendere emblematica la situazione di incomunicabilità che parevano vivere le diverse parti in cui quella società era frammentata e dispersa. È curioso, e forse pure preoccupante, che per la seconda volta in due giorni, immagini di quell’ieri m’abbiamo fatto pensare all’oggi, però è così: i tavolini del Romanische Café sono ancora qui a segnare il mondo che viviamo.

Nella interconnessione globale, ci scegliamo gli altri con cui vogliamo avere a che fare, ignorando quelli che maggiormente da noi differiscono, e che non smettono di esistere solo perché li escludiamo dal giro del nostro sguardo. Così, le élites non capiscono la sofferenza dei ceti medi, questi ignorano le difficoltà di chi aspirerebbe a alla loro “medietà”, i penultimi non capiscono gli ultimi e tutto ricomincia nell’elencare queste categorie – ah, che nostalgia per quando erano “classi”! – al contrario, in un ripetersi infinito di “noi” e “voi” che non vuol dire assolutamente più nulla. Da questa incomunicabilità, l’indifferenza e il non capirsi, fino alla parcellizzazione delle esistenze che, in definitiva, diventa cinismo senza averne perpetuato la scelta, ma solo per non capire più il senso di un’appartenenza.

Come al Romanische Café. E con la paura di sapere dove condusse quel sentiero.

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1 risposta a Come al Romanische Café

  1. Fabrizio scrive:

    Ai primi di settembre Renzi disse:
    Pronti a modificare l’italicum anche se la Consulta “non la boccia”!
    Nei giorni a seguire, dopo il solito annuncio, alcune Cariche dello Stato e non solo( ad esempio Forza Italia e Lega),si sono espresse contrariamente all’annuncio di Renzi e cioe’ modificare la legge elettorale dopo il referendum sulla legge di riforma costituzionale.
    Inoltre, altre forze politiche (ad esempio Minoranza Pd e M5s ), hanno presentato altre soluzioni di sistema elettorale.
    Il governo e la sua maggioranza( secondo il facciamo da soli) si sono approvati una mozione senza ne capo e ne coda.
    Sul rinvio della Conulta abbiamo sentito e letto solo tesi teoriche?Perche’?
    Politicamente parlando, la Consulta non poteva fare diversamente perche’ si e’ritrovata tra l’incudine e il martello; bocciando l’italicum veniva bocciato conseguentemente e sostanzialmente la riforma rappresentativa del senato .
    Pero’ la Consulta (Corte Costituzionale) e’un organo di garanzia civica e democratica e non politico!
    Cosa ne pensa il Garante delle garanzie istituzionali e costituzionali, Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella?
    A me mi sa tanto di bluff iniziale della legislatura Renzi/Napolitano , sulla velocita’ di fare una legge elettorale, per poi permettere al Renzi e alla sua maggioranza incostituzionale di fare tutte quelle cose che hanno portato il sistema Paese e la vita quotidiana pubblica ( con il benestare della Germania, Francia, Spagna, Grecia, Inghilterra, Stati Uniti, ) dalla palude alle sabbie mobili!

    P.S. Votare Si o No o Astenersi e’un diritto sacrosanto, ma chi ci sta governando allunga i tempi per stancarci !
    La vita e’ molto dura, specialmente per chi verra’ dopo di noi, ma va la pena”piu di ieri e meno di domani” di lottare contro chi vuole fare da solo per gli amici degli amici.

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