E perché dovrebbero voler cambiare l’Italicum?

Sempre più sono un convinto proporzionalista e da tempo penso che nella legge per l’elezione diretta dei sindaci del ’93 si annidi un forte supporto normativo al progressivo svuotamento dei concetti di rappresentanza che oggi, nel loro pieno disvelamento, tengono tanti lontani dalla politica proprio perché irriducibilmente distanti dall’argomento alienante della “governabilità”. Quindi, non sarò certamente io a difendere un sistema maggioritario a doppio turno come l’Italicum. Nonostante ciò, però, mi chiedo perché mai adesso il partito che l’ha votato dovrebbe volerlo cambiare.

Dal mio punto di vista, un ballottaggio come quello previsto dalla legge elettorale voluta da Renzi e del Pd serve per scegliere il candidato che raggiunge la maggioranza  dei voti quando le proposte elettorali al primo turno sono più di due; altrimenti, già in quello si saprebbe qual è maggioritaria, non credete? Di conseguenza ha senso ancor di più in una situazione in cui si deve scegliere il vincitore fra le migliori opzioni con qualche chance di successo in uno scenario in cui, ovviamente, ce ne se non più di due. Altrimenti, rischia di essere solo il percorso per offrire un posto a quelli che nelle liste più forti non lo trovano, consentendo loro di contrattare l’appoggio a una delle maggiori o per dare l’illusione che tutti i partiti possano partecipare, ma solamente i due più grandi vincere. Perché, ed è qui il punto, il secondo turno nella legge elettorale per le politiche è stato pensato proprio in presenza di una situazione “tripolare” e, immagino, per stabilire il vincente fra Pd, centrodestra e M5S. Se ci fossero solo due poli, la doppia tornata servirebbe esclusivamente a far ministro Alfano, indifferentemente se di qua o di là.

Discorso simile si può fare per il premio alla lista e l’impossibilità di fare coalizioni o “apparentamenti”: entrambe nascono da una visione ormai strutturale, prima la «vocazione maggioritaria», poi «il superamento del ricatto dei partitini». In sintesi, l’essenza stessa del renzianesimo come del veltronismo. E dopotutto, lo dico ai dem che si preoccupano, il risultato del M5S dimostra che alleanze e accordi non sono necessari per vincere; serve prendere i voti, non trovare il modo per mettere insieme pezzi di ceto politico.

Ripeto, a me quella legge non piace, ma non perché ci siano tre poli; quello, semmai, la giustificherebbe. Non capisco, invece, come chi a questa non si sia opposto votandole contro quando poteva, possa oggi chiederne la modifica “alla luce dei risultati delle amministrative”. Il solo immaginare che ora, e proprio per quel motivo, ci sia la necessità impellente di modificarla, sarebbe la dimostrazione che l’unico interesse di chi l’ha voluta non fosse quello di definire una legge elettorale che funzionasse (e che tutto il mondo ci avrebbe invidiato, ricordate?), ma solo quello di avere una legge che fosse funzionale al proprio successo elettorale.

Non vorrete mica dar ragione ai gufi rosiconi e paludati, vero?

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2 risposte a E perché dovrebbero voler cambiare l’Italicum?

  1. Fabrizio scrive:

    Tanto in mezzo tra la riforma elettorale e la riforma costituzionale ci sono state e ci staranno ancora ed ancora , haime’ per l’umilta’, le riforme sociali, economiche e finanziarie, giusto?

    L’umilta’ non e’ una cosa !
    Dall’Italicum son partiti e dall’italicum vorrebbero ripartire, perche’?
    Dalla disaffezione son partiti , al disagio sociale siam arrivati, perche’?
    Dalla stabilita’ costituzionale siam partiti, alla governabilita’ flessibile son arrivati, perche’?

    p.s. continua

  2. Fabrizio scrive:

    La maggioranza del popolo italiano , come dato di fatto , prova dissaffezione nei confronti dei partiti politici e prova disagio nei confronti di quelle istituzioni a garanzia dello Stato Italiano.

    La Corte Costituzionale e non solo (Consiglio di Stato, Corte dei Conti, eccetera ed eccetera), in questi ultimi anni hanno emanato, redatto, consigliato, su piu’ fronti,
    ma con quale risultato!

    Se una sentenza, di ieri, giudica incostituzionale le liste bloccate e premio di maggioranza e il popolo italiano si vede rimbalzarsi addosso una riforma elettorale che rigetta la sentenza stessa ……….!

    Se una sentenza ,di ieri, giudica costituzionale l’art.18 per i dipendenti statali e non giudica incostituzionale il job act per i dipendenti privati……..!

    Se una sentenza di qualche anno fa giudicava non costituzionale il lavoro precario e oggi non giudica incostituzionale i voucher……….!

    Se il Consiglio di Stato e Corte dei Conti hanno piu’ volte indicato il quando e il dove e per chi la vita quotidiana e’ sempre piu’ difficile a causa di ……..!

    Un primo vero e leale atto di umilta’ dovrebbe essere un decreto governativo per abrogare la riforma elettorale Italicum.

    Il secondo dovrebbe essere un’altro decreto governativo dove si riconosce l’incostituzionalita’ deliberativa dei parlamentari premio di maggioranza.

    Il terzo dovrebbe essere ………….

    Qualcuno vorrebbe spostare il premio di maggioranza dalla lista alla coalizione ,
    non e’ un muro e’ un ponte!

    Del premio di maggioranza, tra i paesi unione monetaria, solo Italia e Grecia ne fa del proprio uso e consumo, perche’?

    Perche’ gli altri paesi dovrebbero riformare alcune parti della loro Costituzione e per ora non lo hanno mai fatto ; solo paesi dove vige oligarchia possono cambiare e ricambiare, Turchia, Russia,………….

    p.s. continua

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