Per gli appassionati di genere

No, non “del” genere, ma proprio “di”, nel senso della questione di genere. Bene, agli appassionati dell’argomento (non sto banalizzando, al massimo prendo atto della freddezza placida con cui la questione è trattata, ché se fosse più urgente, diversi sarebbero toni e reazioni) non potrà non esser saltato all’occhio che il governo ha mutato le percentuali della rappresentanza fra i due sessi in maniera significativa, come puntualmente notato dall sempre preciso Stefano Catone.

Prima c’è stata la sostituzione di Federica Mogherini con Paolo Gentiloni, poi quella di Maria Carmela Lanzetta con Enrico Costa e ora di Federica Guidi con Carlo Calenda, portando in questo modo il rapporto fra maschi e femmine in Consiglio dei ministri a superare il 2 a 1 in favore dei primi, 11 a 5 nel conto complessivo. Nei sottosegretariati e viceministeri, la disparità è maggiormente accentuata, con 35 uomini e 11 donne, 76 a 24 per cento. Confesso d’essere più attento ad altri temi della rappresentanza (per esempio quello sociale, visto che appartengono quasi tutti allo stesso ceto – classe? – i rappresentanti politici, o quello territoriale, se volete, che mi fa notare come l’unico ministro nato a sud di Roma sia Alfano, mentre il partito del premier non ha ritenuto alcun suo esponente meridionale adatto al ruolo), ma devo ammettere d’essermi stupito di come nessuno, fra quanti della precedente parità facevano encomio all’esecutivo Renzi, se ne sia accorto o abbia voluto commentare.

Volendo essere del tutto onesti, quando penso a che genere di esponenti politici servano per convincermi a votare un partito o l’altro non è certamente al sesso degli interessati che rimando il mio ragionare. E però, se quella questione era così importante che da tutti fu fatto notare come il governo dell’attuale presidente del Consiglio fosse il primo che, lui escluso, avesse ugual numero di esponenti maschili e femminili, 8 a 8, allora è quantomeno strano che oggi non sia posto risalto sul come quella proporzione viri a rapporti che, in differenti stagioni, avrebbero fatto gridare allo scandalo.

Come dire, se non si dice nulla ora, quando si dovrebbe parlare?

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