I diritti sulla fiducia

Ieri è stata approvata dalla Camera la legge sul riconoscimento delle unioni civili già votata al Senato sul testo derivato dall’ormai noto quanto rimaneggiato ddl Cirinnà. Da oggi, l’Italia è un po’ meno arretrata sui temi dei diritti degli omosessuali, e di questo non possiamo che essere tutti soddisfatti, pure i critici, anche gli oppositori; quando i diritti si estendono, non si può che non festeggiare.

Come dicevo, sono contento che ci si sia dotati di una legge sulle unioni civili. Non è la migliore possibile, non è quella che avrei voluto, ma è più di quanto c’era. A rattristarmi, invece, è stata proprio la scelta fatta di porre sulla votazione la “questione di fiducia”. Per due motivi: perché così si fa di un tema di squisita azione parlamentare un affare del governo e della sola maggioranza, e perché, conseguentemente, scegliendo quella strada si è scientemente voluto escludere il contributo alla norma da parte delle minoranze. Chi avrebbe potuto votare quel testo stando all’opposizione, non poteva votare la fiducia rimanendo all’opposizione.

In più, e antipaticamente, il gioco iniziato un minuto dopo dai vari ascari e dalle tante vestali del potere del capo è squallido. La tesi sarebbe più o meno questa: le opposizioni non vogliono i diritti, tutte uguali, dalla destra leghista alla sinistra minoritaria. E allora, permettetemi due osservazioni.

La prima: come ricordavo, se avessero voluto il contributo delle minoranze, non avrebbero posto la fiducia, che è proprio il discrimine parlamentare fra l’essere opposizione o maggioranza (e qualche cinico potrebbe pensare che è per quello che l’han chiesta, per spingere le minoranze a non votare e poter poi usare il loro “non voto” come randello elettorale; speculazione politica sulla pelle di chi chiede diritti, si direbbe nel caso).

La seconda: il testo approvato non mi convince, è discriminatorio perché nega la parità tra quelle unioni e il matrimonio, a partire dalla possibilità di riconoscere i figli del partner (immaginiamoci se qualcuno cominciasse a parlare di adozioni tout court) fino alla cattiveria pretesca della rimozione dell’obbligo di fedeltà, per sancire nella lettera della legge la differenza dei sentimenti in coppie così fatte diverse, “specifiche”, come son dette le “formazioni sociali” (ed è il motivo per cui non sono ancorate all’articolo 29 della Costituzione, che riconosce il matrimonio). Inoltre, ho il dubbio che sia sì il primo passo in una direzione giusta, ma forse fatto sulla via sbagliata e mi spaventa l’idea che possa usato per tacitare negli anni a venire tutte le rivendicazioni e il dibattito in merito.

Eppure, mi fosse mai toccata in sorte la ventura d’esser chiamato a farlo, e rendendomi conto di quanto ciò sia in plateale e insanabile contraddizione con le critiche che ho appena mosso, l’avrei votato. Perché, ripeto, seppur poco, è più di quel che c’era ieri. E perché, se tanti di quelli che sulla loro pelle l’attendevano da anni sono felici, chi sono io per dirmi contrario?

Avrei votato il testo, non la fiducia. Ponendola in aula, e per di più in una situazione numerica che non ne giustificava l’esigenza, però, precisamente quello si è voluto fare: creare una divisione insanabile anche sui diritti delle persone, pure su argomenti che dovrebbero unire al di là e oltre il perimetro dell’esecutivo, facendone una “questione di maggioranza”, divisiva, dirimente. E non sul merito della legge si è voluto portare il discrimine sul chi sta al di qua o al di là, ma rispetto alle posizioni assunte in relazione al governo.

Bene; oggi, comunque sia, abbiamo fatto un passo avanti per quei riconoscimenti, ma, purtroppo, ne abbiamo fatti molti indietro con la lezione che “i più” hanno voluto impartire. Ricordatevene domani, quando altre maggioranze con i colori che non stanno nell’arcobaleno che tutti festeggiamo, imporranno con gli stessi metodi arretramenti sui medesimi sentieri.

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2 risposte a I diritti sulla fiducia

  1. Fabrizio scrive:

    Il Renzi ha detto:
    Unioni Civili: chiesto fiducia perche’ ci siamo giocati la faccia
    Unioni Cicili: ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo
    Unioni Civili: legge equilibrata e di compromesso

    Chiesto fiducia, ho giurato, legge equilibrata
    Giocati la faccia , sulla Costituzione , di compromesso
    Risultato finale pratico , alla faccia ……… :
    Chiedo fiducia “ per una “ legge equilibrata di compromesso “ dei diritti “ sulla Costituzione che “ formalmente” ho giurato e “ senza alcun rischi materiali ci siam “ giocati la faccia.

  2. Fabrizio scrive:

    Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi .
    Il giuramento non e’ una confessione!
    In Italia non esiste il reato di spergiuro, perche’?
    I cittadini si guardano bene di testimoniare il falso perche’ penalmente sottoposti a dure sentenze.
    I politici sono immuni,giusto?
    Facile stare dietro un bel paravento!

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