Per questo vuol farne senatori?

Il referendum di domenica non poteva non lasciare strascichi nei rapporti fra chi l’aveva promosso e sostenuto, grosso modo la metà dei consigli regionali italiani, peraltro quasi tutti a guida Pd, e il governo centrale che gli si opponeva, fino al punto di cercarne, come poi è stato, il fallimento attraverso il ricorso all’astensione.

Ora che ha vinto, ché la democrazia per lui suona un po’ come una canzone degli Abba, The winner takes it all, Renzi va all’attacco e punta direttamente a quello che, secondo lui, è il tema più sensibile e la ragione unica di tutti quelli che fanno politica nelle istituzioni: i soldi e il potere, in perfetta logica House of cards. Ha spiegato infatti al Tg1 della sera (“ah, signora mia, di questi non se ne può più; meno male che ora arriva lui”) come la sua azione di riforma del Paese e della Costituzione miri a ridurre le sfere di azione delle Regioni e tagliare gli stipendi dei loro rappresentanti. E di questi ha detto «anziché promuovere referendum, dovrebbero preoccuparsi di tenere pulito il mare». Dev’essere davvero gente di cui sospettare quella che siede in quelle assemblee, inaffidabile e inefficiente: sarà per questo che qualcuno ha pensato di farne senatori, con annessa immunità?

Lo so, lo so, è troppo facile giocare così; è demagogia spicciola, qualunquismo da bar, populismo un tanto al chilo. Però, dobbiamo metterci d’accordo: o si può dire tutto, che nei consigli regionali c’è solo gente che fa polemica per interessi di carriera politica personale (ché è quello che, in fondo, si rimprovera a Emiliano, no?) e poi proporli come soluzione per i mali dell’Italia, simboleggiati da un Senato ora popolato di gufi rosiconi “usi a perder tempo per non perdere la poltrona”, senza imbarazzo alcuno e senza contraddizione nell’uditorio a cui ci si rivolge, oppure no, e allora va ricalibrato per intero il tono e il tenore, il senso e il significato delle cose che si dicono.

Altrimenti, davvero, è solo demagogia spicciola, qualunquismo da bar, populismo un tanto al chilo.

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1 risposta a Per questo vuol farne senatori?

  1. Fabrizio scrive:

    Certo che il tuttologo “Renzi” quando si tratta di dover rispettare i Principi Democratici di Garanzia e Giustizia ,usa sempre termini comunicativi che finiscono, la maggior parte, per “lismo”.
    Un perche’ e come mai ci sarà ma non ce lo vuole spiegare , anzi evade dal dovere istituzionale di usare termini nel rispetto dei valori scritti nella Ns. Costituzion
    La Costituzione la rispetta “dicelui “ con la legge elettorale dei nominati a liste bloccate e non scelti dal popolo .
    La Costituzione la rispetta con sindaci, consglieri e presidenti di regioni non scelti dal popolo ma scelti dal capo partito.
    La costituzione la rispetta a shiena dritta e a viso aperto ma peccato che ci siamo e ci ritroviamo noi della societa’ civile, nella nostra vita quotiana, senza alcuna immunita’”difesa” al diritto di dignita’.
    Ogni cittadino e’ certificato, qualificato, ma gli attori politici godono di molti diritti e pochi doveri.
    Il potere giudiziario ha il diritto civico e politico di garantire equità e traparenza “ La legge e’ uguale per tutti”
    In altri paesi europei tutto cio’ non sucede e ci sara’ un perche’!
    Perche’ non ho visto, ascoltato, una capo di governo dire ai coincittadini di non andare a votare.
    Perche’ ho visto , ascoltato, capi di governo accettare la volontà sovrana del proprio popolo
    Perche’ ho visto, ascoltato, rappresentanti e dirigenti istituzionali dimettersi in prima battuta al primo avviso ha garanzia della responsabiltà politica” diretta rappresentativa”.

    p.s. continua………

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