Ora il nemico è Juncker

Lo scontro fra Palazzo Chigi e la Commissione europea ha delle ragioni, da una parte e dall’altra, e un forte portato surreale. Partiamo dalle prime. Renzi ha ragione: l’Ue così com’è non funziona, il piano con cui l’attuale presidente si è candidato a guidarla fa acqua da ogni parte, l’austerity è una follia in forma di norme economiche e rivestita da un’insensata aurea di insindacabilità. Juncker ha ragione: il governo italiano sta facendo di questa questione un problema di campagna elettorale, dall’Ilva al “salva banche”, fino alle continue richieste di flessibilità, l’Italia continuamente si sfila dagli impegni che essa stessa sottoscrive e chiede ad altri di rispettare (ricordate il caso greco?), a Roma un interlocutore non c’è, dato che chi risponde al telefono dice oggi quello che sa già potrà smentire domani (ricordate il caso greco!).

Il secondo, è nelle dinamiche e nella genesi di queste. Scoprire il leader del Pd farsi capo di quelli che criticano l’Europa è surreale. Sentire gli esponenti di quel partito dire che il programma di Juncker non va è surreale. Scorgere i segni dell’insofferenza degli uni verso gli altri proprio su quei temi che, al solo nominarli, si veniva accusati di “antieuropeismo” è surreale. Se Juncker non vi piace, perché diavolo gli accordate la fiducia? Se quella Commissione non va, perché non ritirate la vostra rappresentanza? Se proprio sugli argomenti su cui difendeva l’Unione con questa vi trovate in disaccordo, perché non ammettete che è l’intero schema che ha portato a questo punto a essere sbagliato, riforme euro-guidate, fiscal compact e accordo fra socialisti e popolari compresi? E agite di conseguenza, ovvio.

Invece, nulla di tutto questo. Si dice che l’Europa non può andare avanti in questo modo, ma in nulla si cambiano le norme che tale l’hanno resa. Si critica il governo di Juncker, ma si fa di tutto per avere un commissario della propria parte e se ne festeggia la nomina. Si sostiene che le tesi dei palazzi di Bruxelles sono sbagliate, ma si dà loro corso e non si fa nulla di concreto per ribaltarle, abolirle o cancellarle.

Per dirla in breve, si fa ammuina. Nella triste pratica del nascondere i problemi facendo rumore su altro, ora il nemico diventa Juncker. È solo propaganda quella di Renzi: trovare un responsabile, se lontano meglio, se già inviso ottimo, a cui addossare le colpe per le cose che non vanno e cercare in quel modo di sopravvivere alla giornata.

Tanto, al sodo di tutte le questioni della politica nostrana, ci sono solo le prossime elezioni.

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