Come possiamo difendere un muro?

Quello che l’Ungheria vuole realizzare lungo il suo confine con la Serbia, quelli che già la Spagna ha realizzato a Ceuta e Melilla, quello fatto di gendarmi schierati dalla Francia a Ponte San Ludovico, quelli che riempiono tutte le nazioni e gli angoli di questa Unione, nuovi valli disperatamente alzati nel tentativo di far passare quali barbari invasori altri disperati che la storia spinge lungo le strade che noi abbiamo percorso appena qualche tempo prima.

È questa l’Europa che dovremmo difendere? L’ideale e le virtù a cui ispirare e con i quali innervare la nostra vita di cittadini comunitari? Un muro? Se è così, perisca e rovini, non verserò lacrime sulle sue macerie. E sulle proterve fortificazioni che sorgono ai suoi limiti, cercherò finché posso di praticare delle brecce, combattendo contro chi pensa, a destra e a sinistra, che l’unico modo per essere “realisti” sia spendersi per mettere another brick in the wall. Perché la mia idea di unione, di apertura e liberazione, passa attraverso la caduta dei muri, non la loro costruzione.

Quei bastioni, volendo leggerla in un altro modo, sono anche la migliore metafora della cultura dominante e del pensiero unico del continente. Come spiegano pure i vetri tirati a specchio nei suoi palazzi del potere, l’Unione Europea non combatte la miseria, dà guerra ai poveri. E con più forza contro coloro che lo sono di più. In ciò, condivide la battaglia al fianco di tutto il mondo ricco, che erige baluardi a sud degli Usa come a est di Israele. Ma è questo il sogno che si voleva realizzare? Pochi ricchi che sprecano quello che non gli serve, e milioni di bisognosi di tutto respinti e scacciati? È questo ciò che siamo diventati inseguendo un progetto politico e culturale che voleva respirare in grande?

Dopo tutto, se dobbiamo dircela con l’onestà necessaria alla questione, un po’ dovevamo aspettarci che questo fosse il fine del percorso avviato, che quale principio non aveva idee e valori che non fossero quotabili in borsa e come mito fondante una moneta.

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