E perché no?

Temi e toni del movimento Cinquestelle spesso non mi piacciono. Quando inseguono, sfruttandone il conseguente rancore, la pancia affamata (e non per colpa loro è affamata, ovvio) “della gente”, quando camminano sui percorsi che fanno delle urla demagogiche contro i politici, i ricchi, i governi (quasi fossero, tutti questi, la medesima cosa e senza alcuna possibilità di distinzione) la via della salvezza, quando elevano l’imprecazione a fenomeno di un’azione politica oppositiva (spesso più nelle posizioni plastiche che nel concreto svolgersi di quell’agire) che mira a distruggere ciò che c’è senza disegnare o semplicemente abbozzare quel che dovrebbe esserci.

Ma se fanno una proposta che può funzionare, che ha senso e soprattutto che serve, perché non prenderla seriamente in considerazione? Perché non farla anche propria? Perché non sostenerla? Il reddito minimo garantito (ché non è un reddito di cittadinanza, in quanto non connesso all’essere cittadini e basta, ma parametrato sul reddito, e prende in considerazione lo stato economico familiare) è una proposta di cui, a sinistra, si discuteva già un quarto di secolo, pure cantandola nelle piazze. Se ora c’è la possibilità di una convergenza di voti in Parlamento, perché non cercare di coglierla?

Non scherzate, signori, qui si tratta della carne viva delle persone. Quelle che devono dare da mangiare ai figli, e non sanno spiegare perché non ci riescono. Quelle che devono scaldare la casa d’inverno. Quelle che una casa e qualcosa da mangiare rischiano di non potersele permettere. La proposta del M5S parla di 780 euro mensili e, secondo i calcoli fatti tenendo presente il numero di inoccupati al di sotto delle soglie di redditi familiari e individuali previste, si dovrebbe giungere, con i numeri attuali, a una spesa massima di 17 miliardi di euro all’anno.

Sono troppi? Discutetene. Immaginando che nemmeno per il più intransigente dei deputati o senatori grillini una limatura di qualche decina di euro diventi elemento ostativo all’approvazione del provvedimento (potrebbero essi rinunciare a veder realizzata una battaglia, onorevole e importante, quand’anche si dovesse giungere a 680, 600, addirittura 500 euro mensili realmente erogabili?), e che neanche il più rigorista dei parlamentari del Pd si opporrebbe a un leggero superamento di qualche assurdo saldo di bilancio, e che i gruppi di Sel di sicuro sarebbero, e sono, favorevoli, perché non farla?

Se si teme che possa diventare un disincentivo al lavoro, si ragioni sui paletti e i limiti. Se si ha paura degli abusi, si prevedano controlli seri e rigorosi. Se si paventa che i soldi non si riescano a trovare, si cominci subito a lavorare per ricercarli. Se in quattro e quattr’otto sono saltati fuori 10 miliardi per gli 80 euro, si possono rintracciare anche i fondi per una misura che si rende sempre più indispensabile e, per quelli che ne avvertono quotidianamente il bisogno, improcrastinabile.

E poi, ora che la recessione è finita, dovrebbe essere tutto più semplice, no?

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3 risposte a E perché no?

  1. Fabrizio scrive:

    E perche’ no nel dire si a riforme per il bene comune in ricchezza(crescita),in benessere(sviluppo)!E perche’ no nel fare subito una bella redistribuzione in ricchezza e benessere!E perche’ no nel fare subito una concreta,credibile,affidabile riforma della scuola pubblica con precisi paletti per quella privata!E perche’ no nel coniugare la riforma della scuola con un’altrettanta riforma essenziale sul conflitto di interessi pubblici e privati!
    Democraticamente parlando,credo sia essenziale partire dal conflitto di interessi per poi coniugarci la riforma sulla corruzione.
    Coniugare interessi con corruzione si arriva ad una sisntesi sostanziale di riforma
    sull’evasione fiscale.

  2. Fabrizio scrive:

    E perche’ no nel sottoporre a prove di invalsi gli attori che ci governano!Ai loro tempi non esistevano!

  3. Fabrizio scrive:

    E perche’ no ” nel dire si “a risultati diversi alle elezioni regionali !
    E perche’ no al M5S come governatore in Veneto!
    E perche’ no alla RETE A SINISTRA come governatore in Liguria!
    E perche’ no all’ ALTRE MARCHE-SINISTRA UNITA come governatore nelle Marche!
    E perche’ no alla SI TOSCANA A SINISTRA come governatore in Toscana!
    E perche’ no al M5S come governatore in Campania!
    E perche’ no al M5S come governatore in Puglia!

    E PERCHE’ NO NEL DIRE SI AD ALTERNATIVE “DEL MENO MALE DI DOMANI” AL “MENO PEGGIO DI IERI ED DI OGGI “

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