Nel mezzo dello zapping

Area Riformista, la corrente bersaniana del Pd, ha deciso di sfidare a muso duro il segretario del partito: voterà contro l’Italicum se non arriveranno segnali di apertura da parte della maggioranza renziana e renzista.

Voteranno contro la ditta in Parlamento? Eh, non esageriamo. Per ora han detto che voteranno contro nell’assemblea dei deputati di stasera. Insomma, poco più di un “non mi piace più” su Facebook; ma comunque un voto, che diamine. Poi, magari, chissà. Mauri, ad esempio, ha già detto che “in  Commissione, la delegazione del gruppo deve riflettere la posizione ufficiale, mentre in Aula il discorso è diverso ed ogni deputato decide per proprio conto”. Certo, il presidente dei democratici Orfini ha avvisato che sulla legge elettorale non sono ammessi voti “in libertà di coscienza”, ma è pur sempre lo stesso presidente che ha definito “vergognosa” la presenza di De Gennaro ai vertiti di Finmeccanica, e poi non è successo null’altro.

In ogni caso, Renzi ha già spiegato, e più volte, a dire il vero, che il testo licenziato dal Senato non è disposto a ridiscuterlo alla Camera. Quindi, per lui, la partita è chiusa; prendere o lasciare. E quando dice “prendere”, intende proprio tutto il pacchetto così com’è, mentre con “lasciare” non nasconde i rimandi alle postazioni, posizioni e poltrone dei suoi avversari interni.

Una partita a doppio filo per un partito sempre più sfilacciato, al di là della compattezza d’immagine. Probabilmente non accadrà nulla, e tutto si risolverà nel solito penultimatum di una minoranza stanca. Oppure ne vedremo delle belle.

Dal divano di casa, come sempre. Non era quello il posto che volevate riservarci?

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