Lady che?

“Noi politiche dallo stile ladylike siamo brave, intelligenti e belle”. Lady che? Mah, chissà; sarà una nuova linea di prodotti di per il make-up o di abiti da cocktail, per rimanere sull’anglofonia tanto di moda fra quelli che non si peritano di spiegare i risvolti logici dei concetti espressi.

A parte le battute, in quello che dice Alessandra Moretti al Corriere della Sera c’è tutta la cifra del nuovo (credo e temo) metodo di fare politica nei tempi moderni che stiamo vivendo. E non è un problema della stagione renziana: troppo comodo archiviarlo così. Lei è stata portata in Nazionale, “là dove giocano i migliori”, come dice e fra i quali, ovviamente, si annovera, da Bersani. Ancora di più, è stata candidata da Renzi come capolista nel collegio Nord-Est ed eletta in Europa con oltre 230 mila preferenze, e ora s’appresta a diventare il campione del centro sinistra nella lizza veneta contro Zaia.

Sono i nuovi politici, il catalogo è questo: bravi, intelligenti e belli. O meglio, che tali si definiscono. Ma soprattutto, felici di esserlo e contenti di mostrarlo. Come un abito di seta in una trasmissione televisiva, mentre si scherza sorridendo sulle foto da Chi rubate all’intimità (a proposito: è sempre lo stesso Chi delle interviste fotoromanzate e delle immagini trafugate in auto e montate con volgarità e squallore, se qualcuno l’avesse dimenticato), come un gruppo di neo ministri di centro destra che ballano su un palco, spiegando la loro soddisfazione sulle note di un pezzo pop da hit.

Soprattutto, sono vincenti, proprio perché bravi, intelligenti e belli. I perdenti, invece, sono sempre brutti, sporchi e cattivi. Ecco perché gli altri non sono “là dove giocano i migliori” e loro sì, con le loro ricche case, in cui far fare bella mostra alle Treccani, tomi sempre confidenziali fra chi ha poca confidenza con i libri (ché Bouvard e Pécuchet son ancora i simboli migliori della borghesia arrivata), i loro costosi vestiti e  i loro lussuosi orologi.

Come si dicevano Maria Elena Boschi e Antonio De Caro sulla panchina nello spot per le comunali baresi: “chi l’avrebbe mai detto che saremmo arrivati a fare il ministro e il sindaco?”. Già, in effetti: chi l’avrebbe mai detto?

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