Scissionisti di tutto il mondo, unitevi!

Già detta così, come nel titolo di questo post, la storia scopre tutta la sua paradossalità. Ma tant’è. Oggi si scindono in molti. Si scindono i “montiani” e si scindono i “pidiellini”. E lo fanno perché vogliono stare insieme, gli uni con gli altri, e tutti con il Governo.

A parte gli scherzi e tralasciando le battute, le due notizie sono entrambe buone. Anche se con gli strascichi di piatti rotti e vetri infranti: i montiani che dicono a quelli dell’Udc “siete inutili”, quelli dell’Udc che dicono invece che ad essere inutili sono i montiani, è uno spettacolo drammatico, ma anche un po’ comico, visto che ognuno dei due gruppi ha terribilmente ragione circa l’inutilità dell’altro.

È buona la notizia che si scinda il Pdl. Certo, si dovranno ora cercare due voliere diverse, una per le colombe, l’altra per i falchi, ma la cosa, come dire, ha il suo “quid”.

Ma, davvero, sono contento che il Pdl si scinda. Oddio, festeggiammo con troppa fretta anche la scissione finiana, ma qui non voglio fare il menagramo. Accontentiamoci del risultato, che non è male.

Però, mi chiedo: va bene tutto il discorso sulla destra europea, costituzionale, rispettosa delle regole, dei diritti e dei doveri, eccetera, eccetera, eccetera, ma vi sembra che questa possa davvero nascere sotto l’alta guida e l’illuminata conduzione di chi scriveva le leggi ad personam, di chi vomitava le sue urla scomposte sul corpo martoriato e morente di un’ammalata, di chi, pur di salvare il capo, ha umiliato il Parlamento facendogli dire che quella era la nipote di quello, di chi ha voluto, votato e sostenuto leggi assurde e discriminatorie? Auguri.

Per me la scissione del Pdl è una buona notizia, ma nell’ottica di sfidarli alle prossime, nel senso di vicine nel tempo, elezioni. Dire invece che oggi ci va benissimo e siamo felici che nasca il Pdl 2 di Alfano, Quagliariello e Formigoni, Lupi, Cicchitto e Giovanardi, e che con questi  ora possiamo andare avanti nel governo del Paese senza intoppi, fa sorgere il dubbio che prima l’unico problema fosse Berlusconi. Chiariamoci: Berlusconi è un problema, anzi, forse “il” problema della politica italiana (per questo, averci fatto due volte un governo insieme non è stata, per così dire, una buona scelta). Ma i berlusconiani, già o ancora, non possono essere la soluzione. Perché se no, non si capiscono tante cose, mentre si rischia di capirne altre. E non si fa chiarezza.

Anch’io più volte ci ho scherzato sopra, dicendo che il problema non è il Pdl o la destra, ma Berlusconi. Non vorrei, però, che ora qualcuno facesse sul serio. Cioè, non vorrei che ora, a parte lui, gli altri vanno tutti bene, anzi, benissimo. Se no, potrebbe sembrare che non eravamo proprio alternativi alla destra, ma al massimo e solamente “antiberlusconiani”.

Come dire, abbiamo la possibilità di batterli alle elezioni, e batterli davvero. Senza che si confondano le acque, le strade e le idee. Loro non vogliono che cada il Governo e si torni a votare, perché sono senza leader (e lì ne hanno bisogno più di quanto non ne abbiano della politica), disorganizzati e indecisi. Che ne dite, dirigenti e parlamentari del partito a cui sono iscritto: cogliamo l’attimo o, in un eccesso di sportività, diamo loro il tempo di organizzarsi?

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