Sciogliere gli Stati nazionali nell’Ue? E perché no?

«Rivincono gli indipendentisti in Catalogna», scrive l’Ansa commentando il voto di domenica scorsa. E nell’articolo si spiega: «Nonostante i tre partiti Erc, Junts per Catalunya e Cup si siano presentati separati alle elezioni, una loro alleanza post-voto li porterebbe ampiamente a superare la maggioranza assoluta del parlamento catalano, pari a 68 voti». Non so se succederà qualcosa, in virtù della situazione creatasi; ma nel caso, cosa farà l’Ue.

Cioè, i diversi Stati dell’Unione, se Barcellona dovesse chiedere, come già ha fatto e con forza in altre occasioni, un’indipendenza da Madrid, cosa faranno? E se dovesse chiederla ancora, come annunciato, Edimburgo da Londra? Si trincereranno dietro un laconico «non sono questioni di competenza europea», o proveranno a lasciare e far brillare quella «light on» che, appassionatamente chiedeva il deputato dello Snp Alyn Smith, in uno dei suoi ultimi interventi prima di lasciare il parlamento europeo?  

Le previsioni non abitano questo spazio. Le speranze sì. E la mia è nel solco di quello che Smith chiedeva e auspicava. Vorrei che l’Ue, meglio ancora se unanimemente, dicesse, in una prospettiva come quella sopra delineata, alla Cataloga o alla Scozia che Bruxelles sarà sempre casa loro, e che quella europea è una comunità sempre pronta ad accoglierli nel proprio alveo istituzionale, democratico e civile. Vorrei che le terre e i popoli, qualora fosse questa la loro volontà, di Catalogna e Scozia, ma anche di Sudtirolo, Galles, Fiandre o Corsica e ogni altra regione dell’Unione, potessero rendersi autonome dai governi centrali a cui appartengono (purché, è ovvio, questo non significhi chiusura identitaria, o peggio etnica, contrapposizione verso gli altri, ma sia, al contrario, foriera di apertura e condivisione con il prossimo) e al contempo rimanere o divenire parte dell’Ue.

«Ma questo», mi si potrebbe obiettare, «sarebbe come dare la stura allo scioglimento dei diversi Stati nazionali nell’Unione europea?». Non ci avevo pensato. In effetti, una possibilità di sviluppo in quel senso non sarebbe da escludere, con le premesse indicate. Ma nel caso in tale direzione si andasse, chi dice che sarebbe proprio un male?

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