Le cose accadute e quelle che potevano essere

«I problemi attuali sono figli dell’allargamento a Est della Ue da lei voluto?», chiede Stefano Cappellini a Romano Prodi, per l’edizione di Repubblica in edicola ieri. La risposta del professore, per niente scontata, mi ha dato da riflettere: «Si immagina se oggi la Polonia si trovasse nella situazione dell’Ucraina? Se l’Ue non avesse voce su ciò che accade in Ungheria?». Giusto, effettivamente: ve lo immaginate?

Ci siamo abituati a una certa narrazione che vuole l’allargamento ad Est dell’Ue un errore. C’è chi lo dice perché l’Europa unita la vede come un problema, a prescindere, e quindi, sempre meglio più piccola che più grande. Ci sono quelli attenti a molti temi, e che quindi vedono in quell’aspetto i problemi dovuti a un compromesso al ribasso sui diritti e i livelli di democrazia reale. L’immancabile complottista, che vuole in ciò solo la Wille zur Macht dei soliti tedeschi, intenzionati ad avere nel giardino di casa manodopera a basso costo e condizioni favorevoli per la loro manifattura. I “complessisti”, pronti a dimostrare come quel passaggio fu spinto dagli inglesi per diluire, indebolendola, l’Unione, per poi, alla fine andarsene loro stessi. Ma Prodi, che c’era e quel processo l’ha visto e in qualche modo guidato dai piani alti di Palazzo Berlaymont, ci fa una domanda diversa: alla luce dei fatti, immaginare che quell’allargamento non si fosse avuto, potrebbe significare che (assunta in quel caso l’Ucraina da tempo nel pieno dominio russo, ché altre sponde difficilmente le si sarebbero offerte), al suo posto potrebbe trovarsi la Polonia, con la guerra sulla sponda orientale dell’Oder. Né, in quell’ottica, sarebbe stato possibile dir nulla (o meglio, non con la forza economica, o semplicemente sanzionatoria, con cui lo si può dire ora) sulle compressioni dei diritti e delle libertà democratiche in quegli Stati, come l’Ungheria e non solo, che ancora scontano le scorie di un passato non proprio liberale.

Ora, non so se sarebbe andata proprio così, come si potrebbe immaginare dagli scenari evocati appena sopra. So però che spesso si dimentica di ricordare la situazione che si viveva nel momento in cui alcune cose sono state decise, né ci si sforza di provare a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se quella decisione fosse stata un’altra o l’opposto. E non si fa un buon servizio alla Storia, dimenticandolo, tantomeno alla cronaca e alla comprensione dei fatti dell’oggi, ignorandolo o, peggio, nascondendolo.

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