Ma che problemi ci sarebbero, con una patrimoniale?

Nel merito dell’ultima proposta sul tema formulata con un emendamento (anche un po’ estemporanea, lo ammetto), non voglio entrare. Certo, vanno valutate bene soglie, aliquote, eventuali ricadute, interessati, paganti, beneficiari, eccetera, eccetera, eccetera. Ma in linea di massima, quali e quanti problemi ci sarebbero, nel caso in cui questo Paese, come altri, decidesse di accettare il principio e applicare la norma di una tassa sui grandi patrimoni?

Voglio dire, l’ostilità a una patrimoniale che colpisse, appunto, patrimoni superiori a mezzo milione di euro la capisco. Da parte dei possessori di quei patrimoni, intendo. L’astio preconcetto diffuso, sinceramente, un po’ meno. L’ipotesi che sta facendo discutere prevede (cito dal Sole 24 Ore, non certo un volantino antagonista) «l’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% “sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro” per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per il 2021, invece, è prevista un’aliquota del 3% per patrimoni superiori al miliardo di euro». Davvero sarebbe così scandaloso?

La vulgata che negli ultimi anni ha tenuto il centro della scena nel dibattito politico, non di rado ammorbando di sé così tanto il confronto da non ammettere ipotesi contrarie, è stata incentrata sull’idea per cui, a conti fatti, la destra sarebbe vista dal popolo quale parte a tutela dei propri interessi, la sinistra, invece, votata ai temi cari alle élites. Fatti i conti, ora emerge una destra, pure quella nazional-populista, schierata a difendere l’intangibilità della ricchezza. Su questo, curiosamente, si allineano persino, nelle loro leadership, i partiti artefici dell’accordo di governo che sorregge l’esecutivo, e che, per storia o cronaca, dovrebbero stare dalla parte di chi, quei patrimoni, dovrebbe cercare di renderli un po’ meno individualisti e un po’ più sociali.

Dovrebbero, dicevo.

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