Un’offerta senza domanda

«La nostra offerta non corrisponde più a una domanda», dichiarava sconsolatamente Pierre Nora, il direttore della rivista Le Debat da pochi giorni chiusa, nell’articolo di Anaïs Ginori in cui se ne riportava la notizia per Repubblica, lo scorso primo settembre. Sconsolato, ma preciso: se offri la possibilità di un dibattito deve esserci qualcuno pronto a dibattere, a confrontarsi, a sostenere le contraddizioni che, naturalmente, quello scambio porta con sé e determina.

Le Debat, quindi, in quanto rivista e nel suo significato letterale, non interessa più a nessuno. Nora e i suoi collaboratori ne hanno semplicemente preso atto. Tristemente. Perché il dibattito parte, per forza, da posizioni non omogenee. Il punto, però, è che oggi quelle o non ci sono, o sono così radicalmente e acriticamente sostenute da respingere ogni forma di mediazione. Se non ci sono, perché tutti la pensano allo stesso modo, che senso ha dibattere? E se sono indisponibili a mettersi in discussione, come è possibile farlo? A che serve, quindi, una rivista come quella o qualsiasi altro spazio di discussione che non sia arrogantemente apodittico come un post su un social? A poco o nulla, appunto, per mancanza di interessati. E quindi, chiude.

È un mesto articolo, questo che vado scrivendo e che si avvia a concludersi, ma è su un punto di riflessione che svolgo da tempo, anche per il ruolo, incommensurabilmente minore della rivista di Nora, che il blog che lo ospita svolge. E devo dire che non ho risposte certe, sul motivo per cui continuo a farlo, sapendo, come dice il direttore della rivista da poco chiusa, che pure questa offerta non corrisponde a nessuna domanda, se non l’ambizione, modestamente presuntuosa, di dover tener fede a un impegno che maestri del passato ci hanno lasciato quale generosa loro eredità e necessaria nostra promessa (Nicola Chiaromonte, La Stampa, 10 aprile 1969): «è ai pochi, capaci di riflessione, in fin dei conti, che è affidato non già il potere, ma la responsabilità dell’esistenza civile».

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