Perché non chiedeste risarcimenti allora?

«Sei anche tu al soldo del regime di Xi Jinping?», mi scrive un contatto Faebook in chat, dopo che ho scritto su qual social un breve post, tra il serio e il faceto, a proposito delle cause di risarcimento danni a carico della Cina che qualcuno, di là e di qua dell’Atlantico, vorrebbe intentare. Ed è curioso il fatto che quel contatto sia lo stesso che, quando dubitavo sull’opportunità della presenza di convogli russi lungo la penisola e ponevo l’accento sul fatto che, concretamente e notevolmente, fossero più sostanziosi gli aiuti ricevuti in ambito europeo che quelli cinesi, mi accusava di essere «un atlantista culturalmente succube della Germania» (che poi, che c’entrerà mai la Germania con l’Atlantico?). Transeat.

Quello che temo rispetto allo scenario che apprendisti stregoni in diplomazia internazionale potrebbero determinare, l’ho scritto l’altro ieri e non mi va di riprenderlo qui. Eppure, quella richiesta di danni è seria solo se è una battuta. Ecco perché mi permetto di farne una anch’io, proponendo, nell’ipotesi venga dimostrato il dolo del governo cinese nella diffusione del coronavirus, di moltiplicare per 10, 100, meglio, 1.000 quello che facemmo pagare alle istituzioni Usa che si distrassero nel lavoro di controllo sulle operazioni finanziare che portarono alla crisi del 2008, e chiedere la cifra così ottenuta in risarcimento da Pechino.

E l’osservazione che l’ipotetico lettore potrebbe riservarmi, quella, cioè, sulla differenza dell’oggi rispetto all’allora perché adesso «ci sono i morti»,  la respingo prima che eventualmente arrivi. Perché sì, è vero, ci sono i morti, e sono tanti, da tutte le parti in possibile questione. Per questo la richiesta va «oltre il limite della decenza», per citare il ministro russo Lavrov (ché la questione è un filo più complicata di quanto si immagini in gruppi consiliari regionali di sedicenti partiti melodicamente neo patriottici, già vigorosamente separatisti).

Inoltre, squallidamente, i teorici della mozione «la Cina deve pagare», puntano ad avere soldi per economie acciaccate, non risarcimenti per le vite umane perdute, da girare alle famiglie dei caduti.

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