I catalani, gli scozzesi, l’indipendenza. E l’Ue?

Di recente, dopo la sentenza di condanna impartita dalla giustizia spagnola a quasi tutti i leader catalani per il referendum indetto nel 2017, Barcellona, e in parte persino Madrid, sono state sconvolte da proteste vibranti e decise che hanno alimentato ancora di più il senso e la voglia di indipendenza della Catalogna. Sempre in questi mesi convulsi, gli indipendentisti scozzesi non escludono di procedere con un altro referendum, dopo quello del 2014, per uscire dal Regno Unito, e rimanere attaccati all’Ue. E la domanda, infatti, è proprio rivolta a quest’ultima: cosa farà?

Mi chiedo, cioè, cosa faranno gli altri Paesi dell’Unione europea, se davvero Barcellona o Edimburgo dovessero chiedere ancora e con forza di staccarsi dai loro attuali Stati? Dirà ai catalani che la loro eventuale indipendenza è una questione che non riguarda Bruxelles, e che se avvenisse non potrebbero accoglierli nel loro consesso per non indispettire la Spagna? E alla Scozia, con già l’Inghilterra fuori dall’Unione, cosa diranno, nel caso in cui questa lasci l’Uk, mandandolo evidentemente in frantumi? Chiuderanno la porta per non disturbare Her Majesty the Queen all’ora del tè? O lasceranno quella «light on» che, in un appassionato intervento al parlamento europeo, il deputato dello Snp Alyn Smith chiedeva, con tanto di bandierine scozzese ed europea incrociate nella spilla all’occhiello della sua giacca?

Non mi azzardo in previsioni, ma vorrei che fosse così, come Smith domandava. Vorrei che l’Ue, meglio se con voce unanime, dicesse alla Scozia o alla Catalogna che, comunque vadano i loro destini e le loro relazioni con le attuali patrie, Bruxelles sarà sempre casa loro, e quella europea una comunità sempre pronta ad accoglierli e nel proprio alveo, istituzionale, democratico e civile. Vorrei che quelle terre e quei popoli che davvero e a maggioranza lo volessero, dal Sudtirolo al Galles, dalle Fiandre alla Corsica, passando, ovviamente, per le già dette Scozia e Catalogna e ogni altra regione d’Europa che lo chiedesse, potessero rendersi autonome dai loro governi centrali, e al contempo pienamente parte dell’Unione europea (purché, è ovvio, questo non significhi chiusura identitaria, o peggio etnica, contrapposizione verso gli altri, ma sia, al contrario, foriera di apertura e condivisione con il prossimo).

Sto parlando dello scioglimento degli Stati nazionali nell’Ue? E perché no?

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.