Perché se Berlino piange Roma (e soprattutto Milano) non può ridere

In tedesco c’è pure un termine per descriverla: Schadenfreude. Una parola che mette insieme il danno (Schaden) e la gioia (Freude), con la quale si indica quel sentimento di soddisfazione che deriva dalle sciagure che colpiscono altri, solitamente quelli che odiamo o semplicemente quanti non ci piacciono. Ecco, quando avverto in giro il poco trattenuto gaudio per i dati sul calo della produzione industriale tedesca, un po’ penso a quel sentimento. Solo che, in questa situazione, è mal riposto.

Non sto dicendo che sia ingiusto provarlo, per qualche sorta di ragione morale. Dico proprio che sbaglia mira chi vi cede. Perché un eventuale crollo dell’economia tedesca, o una sua prolungata frenata, non sarebbe un danno esclusivamente per loro, di cui poter gioire, ma un colpo forte e duro inferto anche a noi, all’economia italiana. Alla fine dello scorso anno, il periodico Limes uscì con un numero monografico sulla Germania. Delle tante cose interessanti lì riportate, mi colpì per efficacia una cartina rappresentante lo «pseudoimpero» tedesco, cioè la sua rete di interessi e rapporti commerciali in Europa. In quella mappa, tutto il Nord Italia rientrava nella sfera d’influenza geoeconomia della Germania. Ed è così; pensate a quante aziende italiane producono per quelle tedesche e viceversa, ai rapporti tra le due realtà, persino semplicemente al traffico sull’A22 o ai turisti sulle coste del Bel Paese. Ecco perché, se Berlino piange, Roma non è certamente la prima a poterne ridere. Anzi, non lo sono soprattutto Milano, Torino o Verona.

C’è chi dice che io abbia un debole congenito per quella terra e quei popoli. Può darsi; secoli di dominazioni germaniche nelle lande da cui vengo potrebbero aver lasciato altro, oltre ai castelli e alle torri. Ma non è questo il punto. Sto parlando pragmaticamente, come piace a quelle genti che dicono di rappresentare alcuni fra quanti ho visto sorridere dei dati del Destatis riferiti allo stato dell’economia e della produzione industriale in Germania, pensando che così anche la Merkel avrebbe avuto i suoi bei problemi.

E sto parlando di soldi, di danè, palanchi, sghei: verstehst Sie mich?

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