Il fatto è che volete il campo dei miracoli (o qualcuno da odiare per la sua inesistenza)

Persino una sua collega di governo, la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, spiegando di averlo avvisato che i problemi nel Mediterraneo si sarebbero complicati e non risolti sospendendo la missione Sophia, dice, in sostanza, che al capo della Lega tutto interessa, fuorché affrontare seriamente le questioni di cui è chiamato a occuparsi. Ma niente, a voi piace così com’è. Come sempre vi sono piaciuti i capi: non gente che affronta e definisce le cose, ma che le sfrutta per farci rumore e distrarvi.

Qualche giorno fa, un amico mi ha detto che gli italiani sono come i bambini incantati dal pifferaio di Hamelin. Non credo, però, che sia l’immagine giusta per la situazione attuale. Il suono di quel flauto seduceva, qui abbiamo un rumore di tamburo che copre il discorso che andrebbe fatto. E che però tutti sanno qual è. Per esempio, il bluff del cosiddetto capitano è scoperto quanto goffo; tutti lo sanno e lo capiscono. Provate a chiedere a uno solo dei suoi sostenitori quando arriverà la flat tax, se toglieranno mai le accise dalla benzina o come si potranno rispedire a casa tutti i migranti senza titolo a rimanere in Italia e impedire che ne arrivino altri. La risposta, nel più ipocrita dei casi, sarà un sorriso di circostanza e uno sguardo d’intesa a rivelare l’assurdità delle promesse. Eppure, sapendone la vacuità delle parole, ancora si chiede all’amato leader un prodigio. Come nella favola di Baum, quando Oz viene smascherato per quello che è, un cialtrone, e tuttavia, Dorothy e gli altri che l’han messo a nudo dinanzi alle sue menzogne, gli chiedono una magia che li accontenti nei loro desideri.

Vista la predilezione per l’italico genio che pare animare lo Zeitgeist che ci tocca soffrire, è come se Pinocchio non piangesse tanto gli zecchini perduti nella semina mendace, ma incolpasse un passante della non soprannaturalità di quel campo in cui li aveva piantati. Questa mi pare essere la situazione nostra, o almeno della nostra maggioranza: chiediamo con tutte le nostre forze un campo dei miracoli pur sapendo, in coscienza, che non può esistere. E in subordine, domandiamo a chi ce l’ha promesso un qualcuno da odiare per la sua inesistenza.

E non so quale delle due cose sia più triste.

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