Ma di preciso, cosa vorrebbero che facessero quelli che fin qui hanno ignorato?

La nascita di Liberi e Uguali ha riaperto un dibattito stucchevole, sintetizzato nell’assunto indimostrabile del «così, vince la destra». È vecchio, come argomento, ed è appunto non di facile dimostrabilità, dato che non è per nulla detto che, in assenza della formazione guidata da Grasso, gli elettori di questa, per ora solo potenziali, si butterebbero con convincimento e abnegazione al sostegno del Pd. E lascia scoperta e inevasa una domanda: ma quelli di cui non vi siete curati, cosa volevate che facessero?

No, perché per anni abbiamo assistito allo spettacolo inedito di una élite di partito più attenta a rottamare e asfaltare le sue minoranza interne che a dar l’assalto all’egemonia che quella destra di cui teme oggi l’avvento faceva propria. Peraltro, lo spauracchio della crescita degli estremismi reazionari è controproducente per la tesi degli stessi narratori. Se essi sono cresciuti, lo sono proprio mentre chi oggi si pone come unico e ineludibile argine era nel massimo delle sue potestà governative; nella migliore, per loro, delle ipotesi, è da dedurre che queste, da baluardo, non abbiano funzionato. Infine, ne potrei portare diretta testimonianza, il mantra che ha guidato una classe dirigente che dalla politica tanto ha avuto che se solo avesse il senso della misura potrebbe sentirsi ben più che appagata (era Fortebraccio a proposito di Piccoli, se il concetto vi suonasse familiare), o quantomeno non col mondo in credito, è stato incentrato sul «lasciateci lavorare»: come volevate, vi abbiamo messo nella migliore condizione per farlo. Lasciandovi, appunto.

Se ci dicessero cosa volessero che facessimo, noi che da tempo da loro siamo stati ignorati, potrebbe essere interessante. Non nel senso di dar corso agli inviti rivoltici, certo, ma come inventario delle posizioni curiose che l’animo umano può assumere, a seconda delle stagioni e delle avversità o fortune che in queste, e nel momento in cui accade, ci si trova a vivere.

O forse nemmeno quello: han già detto tutto quello che potevano dire.

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1 risposta a Ma di preciso, cosa vorrebbero che facessero quelli che fin qui hanno ignorato?

  1. Italiote scrive:

    I sondaggi rispondono ad interrogativi che non è possibile risolvere individualmente; Giacché i sondaggi costano, la mera assenza o la mera presenza di sondaggi “ad hoc” sono informazioni da tenere in considerazione.

    I livelli di astensione pressoché stabili comunque segnalano approssimativamente quanto siano complessivamente “rappresentative” le formazioni esistenti.

    Anche se è azzardato pensarlo si può supporre che la doglianza di chi si astenga non sia che si sia fatto “troppo poco” ma che non si faccia “niente di rilevante” (al punto da trattare come equivalenti le opzioni esistenti)

    PS: Chi non si astiene preferirà certamente ciò che considera il “meno peggio” e ci sono dei sistemi di voto maggioritari che tengono in debita considerazione questa razionale aspirazione. https://it.wikipedia.org/wiki/Voto_alternativo#Effetti

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