Proprio perché ne rispetto le scelte non posso più votare per il Pd

Il Partito democratico ha scelto il suo nuovo segretario. Come tutti abbiamo detto, è stata una bella prova di democrazia e partecipazione, con quasi due milioni di elettori e un risultato chiaro, netto, indiscutibile: Renzi ha stravinto. Al di là delle discussioni sui decimali e sulle diverse ipotesi di riconteggio, che comunque non sposterebbero il senso e la misura del risultato, quella comunità ha spiegato chiaramente ciò che vuole.

Quindi, la domanda che ora dobbiamo farci è un’altra: cos’hanno detto i militanti, i dirigenti e gli elettori del Pd nelle due fasi del congresso di quel partito? Una cosa su tutte: che hanno apprezzato e vogliono le politiche fatte in questi anni di esperienza renziana. Senza fare l’elenco dettagliato, proprio quelle che in tanti, me compreso, hanno contestato. «Però tu non puoi non rispettare il verdetto di quelle primarie», mi dice un amico. E quand’è che avrei mancato di farlo? Al contrario, è proprio perché rispetto profondamente quella decisione che non potrei, e non posso, più votare per quel partito né per qualunque altro che con esso si alleasse. Ed è ancora per quel rispetto che non capisco quanti continuino a ignorare cosa sia oggi il Pd, e fingono di poter costruire forme di collaborazione per poi, conoscendole già da prima, contrastarne le proposte. Insomma, il corpo elettorale e la struttura del Pd vuole quello che in questi anni abbiamo visto; se ci si allea o lo si vota è perché quello si vuole o in ogni caso non lo si contrasta. A me sembra chiaro; a voi no?

Ecco perché non capisco tutto il vociare e i retroscena in relazione alle parole di Renzi. Quando il riconfermato segretario del Pd dichiara che non vuole fare accordi di governo o elettorali con chi dal Pd se ne è andato, seppur col suo stile non proprio fine, dice una cosa che dovrebbero condividere gli stessi a cui si riferisce. Se questi, infatti, volevano stare col Pd, sarebbero rimasti nel Pd. Anche questo a me sembra ovvio. Invece, assistiamo a tentativi di far credere (o di convincere sé stessi) che quella forza politica sia altro da quanto essa stessa dice di sé. Per mio conto, già da tempo ne ho preso atto: loro vogliono far cose che io da sempre contrasto.

Tutto il resto, lo sapete.

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