Di necessità, virtù

«La ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso». Con queste parole sul blog del capo, il M5S scopre lo stato di diritto. Infatti, la post-proposta (nel senso che è un articolo su una questione che si presenta come ancora non definita ma, as usual, rimessa agli oscuri voleri della Rete che, immancabilmente, hanno concordato con l’amato leader in percentuali che i bulgari direbbero grilline) da cui è tratta la citazione non fa altro che ribadire che, come avviene nell’ordinamento dato, l’inchiesta non è il giudizio.

A scanso di ipocrisie, dico subito che sono felice che il movimento fondato e guidato da Grillo entri nella sfera della democrazia istituzionalizzata, lasciando fuori dalla porta quell’urlato, quanto inutile e sterile, giustizialismo da folle perennemente inferocite contro chiunque sia percepito come “l’altro”. Ovvio che la svolta sia dettata dalla necessità di mettere in sicurezza l’amministrazione capitolina dai possibili (se non probabili) risvolti delle inchieste che stanno interessando l’azione amministrativa e le scelte politiche passate e presenti, ma la professione di fede nei capisaldi del garantismo rimane una virtù. E vederli riconosciuti dalle donne e dagli uomini che in questi anni più di tutti ne han fatto strame non può che far piacere.

Inoltre, quandanche il tutto si configurasse esclusivamente come un progressivo (e banale) processo di normalizzazione di una forza che si poneva quale “rivoluzionaria” (e borghese, come quella diede l’assalto alla nobiltà), perché dispiacersene? D’altronde, è già sparito il “direttorio” dal loro lessico delle cariche, il bonapartismo lo conoscono da che sono nati, tutto lascia supporre che siano essi stessi una delle forze motrici della restaurazione, in molto meno del quarto di secolo che ci volle allora.

Poi, forse, torneranno i “moti” e la rivoluzione non borghese. Nel caso, sarà un’altra storia.

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