Per sapere chi vince la sera del voto. E magari scoprire che è Trump

«Bisogna rendere più efficiente il sistema per garantire alla maggioranza la possibilità di governare, senza gli ostruzionismi delle minoranze» e «serve una legge elettorale che dia la possibilità di sapere chi vince la sera stessa del voto». Quante volte le avete sentite frasi così, in questo nostro Paese curioso, capace di leggere ogni dato terraqueo nell’ottica domestica, funzionalmente alle parti in commedia, o nella farsa, fate voi, che ognuno di noi assume.

E allora, voglio giocare anch’io col “se ci fosse”. Perché lo sapete, no, se in Spagna ci fosse stato l’Italicum, aveva detto qualcuno, non sarebbero andati nel caos per tre volte dopo le elezioni. Certo, e se negli Usa il sistema non fosse stato maggioritario, la Clinton sarebbe davanti, dato che un meccanismo proporzionale con il riparto dei seggi su base nazione avrebbe favorito lei, vincitrice nel voto popolare. Con i “se” e i “ma” non si da nessuna parte, però a volte aiutano a capire. E allora, per ritornare da dove siamo partiti, io li capisco quelli che pensano a una maggioranza non impedita dalle opposizioni e a leggi che assegnino vittorie chiare e inattaccabili. Solo che poi può capitarti di scoprire che quel vincitore sia uno come Trump.

Vedete è la vecchia storia ben sintetizzata da Elster, quella per cui le costituzioni, e le regole in generale, ce le si dà quando si è sobri per i momenti in cui si sarà ubriachi, o se volete, stando sul classico, quella per la quale Ulisse detta la rotta, tappa le orecchie ai suoi marinai e si fa legare all’albero della nave prima di essere rapito dal canto delle sirene.

Semplicemente, perché dopo potrebbe essere tardi, troppo tardi.

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