Forse perché di pallone non ne capisco

Però è strano: non seguo il mondo pallonaro con la frequenza necessaria a percepirne gli umori e conoscerne i dettagli. Soprattutto, essendo a digiuno totale di competenze e conoscenze specifiche sull’argomento, di solito mi perdo gli infiniti passaggi dei calciatori da una maglia all’altra, le formule d’ingaggio, i tempi delle campagne acquisti e dei tesseramenti. Sarà per questo, evidentemente, che non capisco quanto accade.

Rimangono le reazioni bizzarre. Da qualche giorno leggo i commenti di molti contatti e conoscenze da social duramente incentrati sulla scandalosa cifra data a quel calciatore o a quell’altra società, e anche (e qui davvero non colgo il senso) sui presunti “tradimenti” di qualche sportivo rispetto ad alcuni colori. Sulla seconda non mi dilungo: giocano per denaro, ed è chiaro che vadano da chi gliene offre di più. Per la prima, invece, un piccolo e banale ragionamento si potrebbe tentare. Cioè, se davvero siete indignati e considerate un indecente mercimonio quel che accade, perché continuate a sostenerlo con l’acquisto dei biglietti per lo stadio, degli abbonamenti alle tv specialistiche e dei prodotti in e da quel circuito sponsorizzati e veicolati?

Sì, lo so: vi sembra il solito invito al boicottaggio. Credetemi, in fondo non lo è. O meglio, forse è pure quello, ma non solo. Io non parlo di un atto di sabotaggio per danneggiare chi per campare tira calci a una palla e tutti coloro che intorno al suo infinito girare trovano occasione di far soldi, tanti o pochi che siano. Sto dicendo, invece, che sarebbe ora che lasciassimo tutti questi professionisti delle scarpe coi tacchetti nell’indifferenza che meritano. Capita che io abbia «da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo», e non trovi il tempo di star dietro alle fortune imbarazzanti di giovanotti a cui non darei una lira; eppure, non capisco come possa lamentarsi di tale situazione chi quel tempo, fra mille impegni e difficoltà, comunque riesce a trovarlo.

Ripeto, forse è perché di pallone non ne capisco.

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1 risposta a Forse perché di pallone non ne capisco

  1. Enrica scrive:

    Anch’io non capisco nulla di calcio e me ne faccio una ragione. Mentre, quando mi accorgo di essere disinformata su altri argomenti, me ne rammarico.
    Questo è un mondo che non mi interessa, coi suoi “personaggetti” come direbbe De Luca. Mi rattrista invece vedere tantissime persone che vanno allo stadio con le bandiere. La bandiera è un simbolo importante, dietro la bandiera solitamente ci sta un ideale. In questo caso dietro abbiamo affari (legittimi per carità, quando sono puliti) e ragazzotti senza arte né parte che guadagnano cifre folli rispetto a quelli che studiano e lavorano. Affronto raramente questa discorso con gli amici perché di solito finisce in rissa: io contro tutti. Non vale nemmeno la pena che sprechi il mio tempo, dedicando troppa attenzione a qualcosa che non la merita.

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