In fondo, è la democrazia, bellezza!

Come m’è già capitato di scrivere, fossi stato inglese, giovedì avrei votato per il “remain”. Al contrario, la maggioranza dei cittadini fra le bianche scogliere di Dover e brumose terre ai confini di Caledonia ha detto “leave”, e così sia. Dopotutto, la democrazia è quella roba lì: si vota, e vincono i più. E in democrazia, come avete sempre spiegato a quelli come me nel mentre li accusavate di “minoritarismo”, si discute, ci si confronta e poi si vota, e la maggioranza ha ragione. Se così è, quella ha ragione anche quanto ci dà torto, oppure dobbiamo ridiscuterne sempre metodi e mezzi, pure quando maggioranza siamo noi.

Già leggo di timori per un eventuale effetto domino nel continente, per altri referendum in giro per l’Europa. Addirittura, c’è chi si spinge a dire che l’errore è stato far votare gli inglesi, perché questioni delicate non si possono rimettere alla mercé dei sentimenti, chi spiega che i vecchi han deciso il destino dei giovani (pensate ai risultati italiani suddivisi per generazione, se quello fosse criterio vincolante), e i più tecnici si sono premurati di ricordare che, a norma di Costituzione, in Italia non è ammesso il ricorso allo strumento referendario per la ratifica dei trattati internazionali (che è vero se s’intende che non produrrebbero effetti di per sé stessi, come quello britannico, d’altronde, non lo è se si assume come impossibilità di chiedere “consultivamente” l’opinione popolare, come fatto sul suolo d’Albione non meno che da noi nel 1989, proprio su questioni di straordinaria importanza riguardanti i rapporti europei, il mandato costituente della stessa Unione da affidare al parlamento di Strasburgo, e con tanto di preventiva legge costituzionale ad hoc, dato che la nostra Carta parla solo di referendum abrogativi e confermativi e quello non era né l’uno né l’altro, e successivo recepimento dell’esito del voto in un deliberato delle Camere nazionali). Ora, io non ne capisco molto, ma starei attento a dire che il nocciolo della questione sia nella “umoralità” degli elettori e la via per la soluzione nelle tecnicalità delle procedure di consultazione elettorale, perché il tema è squisitamente politico: se avete paura che la maggioranza degli europei non vogliano l’Ue, allora il problema non è nel modo che si sceglie per chiederne il parere.

Insomma, capisco che le relazioni interstatali siano faccenda da far gestire ai parlamenti e ai governi, ma questi non possono non essere che l’espressione della volontà popolare. Almeno, è questo che dovrebbero essere nei sistemi rappresentativi, o sbaglio? Capita, invece, che élite e potenti tutti convintamente europeisti temano il ricorso al voto e il pronunciamento dei cittadini. Ma non li “rappresentate”? Non ne siete la loro proiezione istituzionale, chiamate a decidere proprio perché espressione della maggioranza? E allora, come potete aver paura che a una vostra decisione non corrisponda il consenso della parte più grande dell’elettorato?

Certo, io capisco che dopo aver passato, persino qualche leader di più volte ribadita fede “unionista”, molto tempo a dire che «l’Europa non è abbastanza democratica e la sua politica di austerità è responsabile del disagio» o che, persino, essa «salva le banche, ma fa morire i bambini», ora sia dura portare gli elettori dalla sua parte. Però non si può nemmeno ricattare il voto con la minaccia delle tempeste sui mercati, promettendo carote (a misura di direttiva, ovvio) che mai arrivano o intimidendo con il medesimo bastone che già molti saggiano sulla schiena.

Se non altro perché, alla fine, rischiate solo di farne una matrigna da cui non v’è scampo, ineluttabile destino e ineludibile verdetto a cui non ci si può sottrarre, e per questo accrescete la voglia di respingerla. Perché solo le cose che si scelgono liberamente in quanto se ne sarebbero potute scegliere altre si possono realmente amare e sentire proprie.

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3 risposte a In fondo, è la democrazia, bellezza!

  1. Fabrizio scrive:

    Tanto in mezzo tra la democrazia e lo scetticismo c’e’ l’ umanesimo, giusto ?
    Tanto in mezzo tra Unione Europea e Unione Monetaria c’e’ la democrazia, giusto?
    Tanto in mezzo tra Unione Monetaria e Comunita’ dei Popoli c’e’ lo scetticismo ,giusto?
    Tanto in mezzo tra Comunita’ dei Popoli e Casa Europa c’e’ l’umanesimo, giusto?

    Perche’ il Renzi non pronuncia mai la parola “Comunita’ “?

    Dopo il Brexit sarebbe stato molto democratico vedere due summit separati di dialogo , uno per i 19 paesi comunitari e uno dei restanti 9 paesi unitari.
    Dopo, sempre democraticamente parlando, un leale confronto civile e politico.

    Invece si rivedono i soliti caminetti bilaterali , trilaterali , ma non piu’ quadrilaterali ( come sempre e’ accaduto)per assenza ingiustificata di uno dei quattro giocatori.
    Pero’ c’e’ da capire se le zampe del tavolo sono e/o saranno sempre quattro !

    p.s. continua……

  2. Fabrizio scrive:

    Partendo dal dato di fatto che al primo mininistro italiano piace giocare per divertirsi , con i soldi dei noiglialtri italiani, si potrebbe dire che dal Risiko PassaParola di ieri si e’ passati ad un flessibile Carrom Tavolo/Pedine/Buche……

    In queste ore qualcuno parla del gioco filetto, qualcun’altro parla del cerchio centrale , altri parlano della regina centrale.

    Pero’ nessuno che abbia parlato dei due pesi e due misure tra il Referendum Bretone e il Referendum Greco, democraticamente parlando!Perche’?

    p.s. continua…..

  3. Fabrizio scrive:

    Le cause dello scetticismo delle periferie, paesi eurozona , sono molteplici e ripetitive e i governanti hanno reagito e continuano a reagire col medesimo fastidio, politico e finanziario.
    Ad esempio:
    Novembre 2011: quando l’Europa impedì ai greci un referendum sul loro destino ; una consultazione popolare sul piano degli aiuti
    (Sarkozy –Merkel –Ue –Fmi si incontrarono a Cannes)

    Luglio 2015:L’Europa da il nome Grexit al referendum consultivo che si e’ ritrovata nuovamente sul tavolo
    ( nessun impedimento da UE-BCE-FMI)

    Giugno 2016 : Referendum Brexit cercato e voluto da……….????????
    ( Merkel –Renzi –Hollande si incontreranno lunedi a Berlino per salvare ???????? ………….. )

    Non ci resta ………………………

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