Disertate, per favore

L’altro giorno, commentando con un’amica l’intervista di Napolitano che ricordavo ieri, mi son ritrovato a discutere di Libia, interventi militari, operazioni di pace che però si fanno con la guerra, invio di uomini, mezzi, armi, eccetera, eccetera, eccetera. Io, come sempre, ero contrario, lei, come tanti, era possibilista, soprattutto in quei casi, e la Libia a suo giudizio è uno di quelli, in cui il male da combattere è peggiore di quello che si può fare combattendolo. Non disprezzo la sua posizione dicendola “guerrafondaia” e non vorrei si ridicolizzasse la mia con la solita immagine delle “anime belle” (ci perdoni Hegel dell’abuso) e di chi sta tranquillo ogni volta, tanto, puntualmente, c’è chi agisce per difendere quella sua tranquillità.

Non serve a nessuno banalizzare la posizione avversa, e soprattutto non aiuta il reciproco riconoscimento all’interno del confronto. Perché io, quando parlo di sottrarsi alla necessità dell’intervento armato, parlo anche di diserzione. Sì: renitenza, se volete, fuga, se non riuscite ad allontanare il pensiero eroico, disobbedienza, se vi va di ricordare poco ordinarie stagioni d’impegno civile. E a quelli che mi chiedono “come si sarebbe sconfitto il nazifascismo disertando?”, rispondo: come si sarebbero potute avere le dittature, se pure gli altri avessero disertato alle chiamate di qualsiasi duce o führer?

Del proprio stato, del proprio asservimento, del proprio morire in guerra, in fin dei conti, gli uomini non altri hanno da incolpare che loro stessi. Non è responsabilità d’un dio maligno, d’un fato avverso, d’una sorte grama: è una scelta, e si potrebbe non farla. Come è una scelta quella di seguire un capo, un leader, un governo quando essi ci spingono fino a farci ammazzare gli uni con gli altri. «Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi. Da dove ha preso tanti occhi, con i quali vi spia, se non glieli offrite voi? Come può avere tante mani per colpirvi, se non le prende da voi? I piedi con cui calpesta le vostre città, da dove li ha presi, se non da voi? Come fa ad avere tanto potere su di voi, se non tramite voi stessi? Come oserebbe aggredirvi, se non avesse la vostra complicità? Cosa potrebbe farvi se non foste i ricettatori del ladrone che vi saccheggia, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?».

Così Etienne de la Boétie, nel suo breve Discorso sulla servitù volontaria. Io altre strade non ne conosco. A quelli che chiedono d’imbracciar l’armi per uccidere chi non ci ha mai fatto nulla, immaginate che ogni uomo e ogni donna rispondesse facendo sue le parole dello scrivano di Melville, “preferirei di no”, rimanendo estraneo e disertando, appunto, a quella chiamata.

You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one. O almeno spero.

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1 risposta a Disertate, per favore

  1. Fabrizio scrive:

    Per favore, popolo del Paese più bello al Mondo , popolo della sinistra e popolo della destra, prendete distanza dal due pesi e due misure del colui che ci sta governando.
    dagli annunci governativi del dire e prendete distanza dalla politica governativa del saper fare.
    Chi ci sta governando ha detto : vedremo chi sta con il popolo
    Chi sta con il popolo non modifica la costituzione a favore del proprio uso e consumo politico
    Chi sta con il popolo non fa una legge elettorale a favore dei nominati dal partito politico
    Chi sta con il popolo non fa un legge sull’ istruzione a favore di qualcuno amico dell’amico
    Chi sta con il popolo non fa leggi a favore dei privati come ” Sblocca Italia” e come ” Jobs Act”

    p.s. continua……

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