Si fan da parte. Come volevate, no?

Intorno alle prossime amministrative si sta sviluppando un dibattito con toni che non esiterei a definire curiosi, se non fossero addirittura per molti versi incomprensibili. Da Milano a Napoli, da Torino a Roma, spesso si sente dire che “lo scopo finale della sinistra-sinistra è quello di far vincere la destra”. Troppo facile come calembour, e a tratti simpatico, però irreale nella sostanza. Nelle amministrative in quelle città vincerà chi avrà un voto in più della metà dei votanti, e se dovesse essere la destra, sarà perché avrà raccolto il consenso del cinquanta per cento più uno degli elettori; in tal caso, gli altri, è ovvio, anche sommandosi non avrebbero raggiunto quella cifra.

Inoltre, non capisco la logica che regge il ragionamento di quanti pensano che il disimpegno di una parte della sinistra possa in qualche modo favorire la destra. Non intendo in linea generale, ché sotto quel profilo qualche senso lo avrebbe, ma nella fattispecie presente. Insomma, proprio quella parte che è stata sempre accusata d’essere la palla al piede per la vittoria dei (sedicenti) riformisti, ora viene criticata dagli stessi perché si fa da parte? Qualcosa non torna. Non volevate liberarvene? Non sostenevate la teoria che senza “la sinistra del no” a eccepire su tutto, si sarebbe vinto? Bene, ora quelli se ne sono andati: non era il vostro obiettivo?

E poi, c’è pure un’altra questione. Molti di quelli che si sono allontanati dal partito di governo lo hanno fatto come azione consequenziale alle scelte di questo. Il Pd ha abolito l’articolo 18, scelto la strada della riforma della scuola pubblica sempre più privata di condivisione e collaborazione e sottoposta al preside-manager, deciso il rinnovo in eterno delle concessioni petrolifere date, sancito il taglio delle utenze minime e la negazione della residenza agli occupanti senza titolo di edifici vuoti, cambiato la Costituzione in senso governista, voluto l’Italicum, eccetera, eccetera, eccetera. Quale conseguenza di tali scelte, alcuni han preso atto del mutato atteggiamento di quella forza politica, hanno salutato e sono andati via. E di certo ora non correranno a votarla.

Come dite, “quello è il livello nazionale, qui si vota per chi dovrà fare il sindaco”? Già, forse è così. Però, vedete, il fatto è che poi le cose vanno diversamente. Ad esempio, quando nel maggio del 2014 si votava per le Europee, io pensavo che si trattasse di scegliere i rappresentanti italiani a Bruxelles. Invece, dopo, dal Pd hanno spiegato che gli italiani avevano votato “per le riforme”.

Quelle riforme, appunto.

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1 risposta a Si fan da parte. Come volevate, no?

  1. Fabrizio scrive:

    La ruota( cosmica) che gira attorno al contesto del rinnovamento italiano del cambia verso
    Tutti noi abbiamo ascoltato e letto :Se vince il “no” alle riforme “rinnovamento” ………………

    Il rinnovamento nella comunicazione dell’allievo che supera il maestro e’: ot. men. rinnova
    Ot_to Ment_ori ( nemici/amici o essere/non essere) Rinnova_no

    Gli otto mentori come, un D’Alema , un Berlusconi , un Verdini , un Alfano, un Casini , un Fini , un Bersani , un Renzi; tutti e otto per Si “cosmico”

    p.s. continua…………

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