Perché, voi non li conoscete?

«I politici che rubano fanno schifo. E vanno trovati, giudicati e condannati. Questo è il compito dei magistrati, cui auguriamo rispettosamente di cuore buon lavoro. Dire che tutti sono colpevoli significa dire che nessuno è colpevole. Esattamente l’opposto di ciò che serve all’Italia. Voglio nomi e cognomi dei colpevoli. E voglio vedere le sentenze». In un’intervista a la Repubblica, il presidente del Consiglio, rispondendo nemmeno tanto indirettamente al presidente dell’Anm Davigo, dice chiaro e tondo che non gli basta il “son tutti uguali”, vuole i nomi, e i pronunciamenti della giustizia.

Tutto giusto, per carità. Ma se quelle affermazioni arrivano dal vertice della politica nazionale, un po’ d’ipocrisia non si può non avvertirla. Presidente Renzi, lei non li conosce quei nomi e quei cognomi? Non sa che ci sono indagati e condannati in vario grado e a diverso titolo tra le fila dei rappresentanti della nazione e delle istituzioni? E poi, davvero le servono le sentenze per capire con chi ha a che fare nell’amministrazione della cosa pubblica?

Il presidente del Pd in Campania (candidato ed eletto nelle liste di quel partito alle ultime regionali, mentre i maggiorenti dello stesso attaccavano Saviano) è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Due importanti protagonisti della “coalizione dei volenterosi riformatori”, Formigoni e Verdini, hanno un bel numero di questioni aperte, e quando qualcuno ha provato a fare l’elenco dei nomi e cognomi che forse non era il caso di presentare alle elezioni, dalle stesse schiere degli uomini del premier è partito l’assalto alla voce che diceva dello scandalo, lasciando intatto tutto il resto.

O forse è proprio il dire quei nomi e quei cognomi che infastidisce?

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1 risposta a Perché, voi non li conoscete?

  1. Enrica scrive:

    E insiste il pinocchio di rignano a riportare una frase che Davigo non ha mai detto.
    Non ha mai detto che tutti rubano, ha detto “quando” (nel momento in cui) i politici rubano fanno più danno di un delinquente comune. Mi sembra una cosa così logica che non capirla (non volerla capire) è proprio un segno inequivocabile di malafede.

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