Non giocate con la guerra

Siamo da tempo alle varie ed eventuali su quasi tutto lo scibile politico. D’altronde, se l’agenda delle cose da fare la detta uno che non perde occasione per ricordare a tutti quanto lui sia forte, altro che quei gufi e “rosiconi” che non gli dicono sempre e solo di sì, va da sé che qua siamo. Ma almeno su alcune cose vorrei si mantenesse un po’, appena un briciolo, di serietà. La guerra è una di queste.

L’altro giorno, leggendo di Renzi che si diceva contrarissimo a ogni ipotesi militaresca oltre il Canale di Sicilia, non ho esitato a dirmi “renzianissimo”, cosa che, peraltro, avevo già fatto in circostanze simili. Riflettendo su quelle parole, non potevo e non posso non dirmi tranquillo. Il rimando al numero di uomini da parte del presidente del Consiglio, invece, era una risposta a quanto detto dall’ambasciatore Usa John Phillips in un’intervista al Corriere della Sera: «All’Italia la guida in Libia, ci aspettiamo 5 mila uomini». Bravo Renzi, non c’è che dire. Poi, però, il diplomatico ha spiegato: «Ho semplicemente detto che l’Italia ha pubblicamente indicato la sua volontà di inviare circa cinquemila italiani. Per quanto riguarda la preparazione e la tempistica, si tratta di decisioni che non sono state ancora prese». Ora, non so voi, ma io vorrei capirne di più.

Con la guerra non si può giocare, e siccome Phillips non dice cose fuori dalla realtà, dato che sia il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che la titolare della Difesa Roberta Pinotti, quest’ultima fornendo proprio quel numero a cui si riferiva l’ambasciatore di Washington, sarebbe opportuno saperne qualcosa di meglio dettagliato. Non per mancanza di fiducia, giammai, ma perché del #cambiaverso ne abbiamo avuto abbastanza, e di cose promesse tradottesi nel loro contrario anche.

Se invece siamo al “festival internazionale della cialtroneria”, per dirla col De Luca di Crozza, dove due fra i ministri più importanti per un Paese possono dire la prima cosa che passa loro per la mente, pure su un tema sensibile e dannatamente serio come l’invio di truppe o la partecipazione a un conflitto, allora non stupitevi se alcuni non prendono per buono nulla di quello che cotanti governanti fanno, dicono o pensano (absit iniura verbis).

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento