L’emergenza duratura

“Il voto sul ddl Boschi è la fine del periodo emergenziale. Se l’alleanza continua diventa strutturale”. Certo, probabilmente il cruccio dell’ormai ex capogruppo del Nuovo centro destra è in quella subordinata con cui conclude la sua risposta data al Corriere della sera, “senza che ci sia nel sistema la possibilità di presentarsi assieme alle elezioni”, nondimeno coglie un punto difficilmente eludibile o archiviabile sotto la voce “ricerca della visibilità”.

Dice infatti Quagliariello: avevamo fatto l’alleanza per fare le riforme, queste le abbiamo fatte, quella finisce. Dopotutto, i tweet di Renzi dicono che la crisi è finita, i sorrisi della Boschi che la Costituzione è cambiata, i numeri di Poletti che l’occupazione è aumentata; nulla io vedo che contrasti con l’interpretazione del già ministro del governo Letta. Le larghe intese nascevano in un periodo emergenziale e per innovare il Paese, tutto è stato fatto, #Italiariparte perché questa è la #voltabuona e #ciaogufi, o cessano o diventano strutturali. Semplice.

Inoltre, quando nacquero, le larghe intese intendo, si disse che dovevano durare un paio d’anni, e magari tornare al voto nel 2015. Poi si parlo di un tagliando dopo 18 mesi. Infine, invece del tagliando si è pensato di sostituire la testata e trasformare quelle intese da schema per le emergenze a “modello de beers”, per sempre, allungandole e allargandole ulteriormente.

Ora, Quagliariello ha ragione a pensare di darci un taglio e ripristinare il corretto scorrimento delle cose della politica, per cercare, almeno un po’, di capire chi stia da una parte e chi dall’altra. Mi chiedo perché lo faccia solamente adesso, ma questa probabilmente è malignità da rosicone. Stando a quello che afferma, però, non ha torto: far finire quell’esperienza e ritornare al voto chiarirebbe un po’ la situazione. Mentre è già fin troppo chiaro che saranno proprio quelli che hanno praticato l’alleanza con la destra a predicarne l’alternativa.

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2 risposte a L’emergenza duratura

  1. Fabrizio scrive:

    L’emergenza duratura , alla quale abbiamo assistito e che continuiamo ad assistere, e’ di naufragare costantemente tra il dire e il fare; tra il pianificare e il progettare.Naufraghiamo con salvagenti , canotti, chiamati “programmi politici elettorali”.

    L’emergenza duratura ,e’ stata specialmente in questi ultimi tre anni, ed e’ ancora adesso ,quella di non informare piu’ di tanto “DIRE” portando a non conoscere del tutto “galleggiare” per non far apprendere a tutti la realta”FARE”.

    L’emergenza duratura e’ di annunciare costantemente e rapidamente in attesa di richieste di chiarimento , come sempre abbiamo assistito,” a “riunioni e
    ” in “riunioni della direzione Pd.

    Il popolo italiano e’ stanco e non ne puo’ piu’!

    Il popolo “sovrano ” si aspetta un’innovazione affidabile e credibile!

    Innovazione fisicapolitica!

    Due segmenti ben precisi distaccati fra loro; un segmento di sinistra e un segmento di destra.
    Ogni segmento ha il suo centro che sta fra i due punti estremi che individuano il segmento.
    Due segmenti, due forze plurali e culturali, due pesi e due misure!
    Tra i due segmenti ,come da equilbrio , la struttura del sistema garante.

  2. Fabrizio scrive:

    In conclusione e’ naturale e sistemico chiedersi :
    come superare l’emergemza duratura ” del galleggiare”?

    Offrire ,al popolo italiano, un nuovo prodotto politico”” di sinistra “” partecipativo e solidale al bene comune.

    Qualitativamente parlando, un prodotto che nasce dal basso e in senso antiorario del sistema; un prodotto che nasce dal territorio ; un prodotto realizzato direttamente dal popolo; un prodotto gestito dai rappresentanti politici con autovalutazione ed autocontrollo;un prodotto di governo che pianifica strategie ed obiettivi per il bene comune.

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