Il dettaglio costituzionale

“Lavoreremo da subito alla costituzione dei comitati per il ‘no’ al referendum sulla riforma costituzionale”, dice il leader di Sel in un’intervista a La Repubblica in edicola ieri. E aggiunge, riprendendo le parole della Boschi e di Zanda, che se quella di ieri è stata una bella giornata lo è stata “per la JP Morgan”, la banca che, come si poteva leggere in un suo documento del 2013, “attribuisce alle costituzioni antifasciste del sud d’Europa la responsabilità della crisi stessa, perché quelle costituzioni producono esecutivi tropo deboli e garantiscono tutele ai lavoratori. Eccola smantellata in Italia. La Costituzione del 1948 porta la firma di Terracini, ora quella di Verdini”. E ancora, durissimo: “Siamo di fronte a un impianto riformatore che è non soltanto uno sgangherato pasticcio, ma muta la forma della democrazia italiana in un presidenzialismo camuffato non mitigato da contrappesi”; quanto “accaduto sotto la voce riforma costituzionale è globalmente indecente”, il “governo ha quasi commissariato le commissioni parlamentari, un’invadenza che ha mostrato una incredibile leggerezza reclutando transfughi e protagonisti di una nuova stagione di esibito trasformismo. Dov’è il vincolo di popolo che ispira una Costituzione?”; questa “riforma ha umiliato il Parlamento”.

Vendola non le ha mandate di certo a dire, e non ha lesinato i toni, tanto tranchant come raramente a me è capitato di essere. Ovvio, il contenuto dell’intervista lo condivido in pieno e, come lui, penso che sia necessario partire presto per i comitati referendari, dato che nell’autunno del prossimo anno è probabile che si tenga la consultazione. Ha ragione, si può e si deve fare subito, organizzando una mobilitazione fin dalla primavera ventura. Immaginate che bello camminare per le strade delle nostre città fra i gazebo dei contrari contrapposti e quelli dei favorevoli. “Sulla vostra sinistra, quanti ritengono dannoso il progetto politico del partito di governo, sulla destra quelli che giudicano ottimo il progetto politico del partito di governo, e dannosa l’azione di chi vi si oppone, in fondo gli uni e gli altri che han deciso di sostenere il medesimo progetto politico”. Roba da confondere il più attento Cicerone della politica e il più esperto Virgilio delle questioni istituzionali.

Però, Nichi e quanti la vedono così, che farete a quel punto, la mattina parteciperete a un’iniziativa “in difesa della Costituzione nata dalla Resistenza” e dei valori democratici contro gli attacchi reazionari ed eversivi di chi vuole limitare i secondi e cancellare la prima, e la sera, proprio con quelli sarete su un palco a chiedere voti per gli stessi candidati? Oppure, al contrario, quelli che accusate di “attentare alla democrazia”, democraticamente voteranno per i vostri candidati? E poi, non leggeranno Renzi e il Pd, nel voto amministrativo, come han peraltro già fatto con quello europeo (convincendomi a non votarli più, nemmeno in coalizione), “una spinta degli italiani ad andare avanti sulla via delle riforme e del cambiamento”, la stessa a cui voi dite di opporvi?

Perché capisco che alle volte ci possano essere differenze fra i livelli locale e nazionale, ma è un po’ difficile archiviare come “eccezione” le scelte politiche sottese a quelle amministrative nelle prime quattro città italiane che andranno al voto, tantomeno considerare quello costituzionale (e quello dei diritti dei lavoratori, e quello delle redistribuzione della ricchezza, e quello dell’accesso alla casa e alle cure mediche) un dettaglio nella gestione delle alleanze, anteponendovi le questioni della raccolta differenziata, del bike sharing e della pedonalizzazione delle vie del centro.

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1 risposta a Il dettaglio costituzionale

  1. Fabrizio scrive:

    Vecchi proverbi , saggi -determinati-possibilisti, insegnano che:
    “meglio soli che male accompagnati”
    “non siamo fatti per stare soli…ma nemmeno per stare con chiunque”
    “Einstein:colui che segue la folla non andra’ mai piu’ lontano della folla;colui che va solo … ”
    Megio pochi ma buoni “oggi” per essere un “domani tanti ”
    Civilmente e Democraticamente parlando , non si puo’ stare con un piede di qua’ e un piede di la’.
    Civati ha ragione!Possibile e’ l’ inizio del colui …che con altri… arriveranno in luoghi,spazi,comunita’…dove nessuno ad oggi e’ mai arrivato (Einstein)

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