Io sono “quella gente”

“La gente non vi capisce, siete distanti, lontani dai loro problemi”, mi ha detto alcuni giorni fa un caro amico, uno di quelli bravi, davvero, che nella vita ha puntato sul lavoro e ha ottenuto quel che voleva, orologi elvetici, auto teutoniche e vacanze caraibiche comprese. Col bene che gli voglio e le fortune che gli auguro, non ho potuto fare a meno di chiedere: “in che senso?”. “Nel senso che siete sempre troppo radical chic, salottieri, distanti e lontani dal vissuto della gente comune, come dicevo”. I sentimenti e lo spirito vacanziero non consentono litigate fra amici, così ho mollato la discussione.

Ma quello che lui diceva non è molto differente da quello che sento in giro, dai tanti che in tv o sui giornali, fasciati nei loro begli abiti sartoriali e sfoggiando calzature da mille e un euro, ti spiegano che, quelli come me, sono lontani dalla gente. Ecco, il fatto, però, è che l’accusa muove da un fraintendimento di punti di vista: io sono “quella gente”. Quelli che vivono in un mese con meno di quanto loro spendono per un paio di scarpe, per non parlare dei vestiti, che si ritengono fortunati ad avere uno stipendio precario da un migliaio di euro al mese a mille chilometri da dove son nati, quelli che il superfluo semplicemente è inutile, l’auto usata va più che bene, l’orologio deve segnare l’ora e le vacanze se si può, altrimenti è uguale.

E siccome “quella gente” la conosco, so anche che non è una massa informe di pecoroni pronti a seguire il pastore di turno, per questo, anche quando si parla di politica, alcuni di loro votano per una cosa, altri per un’altra, altri non votano affatto, e molti sono quelli della mia schiatta che ricadono in questa casistica. È probabile che non condividano le mie idee e parole, o che non diano a quelle tesi troppe chance, per questo non si mobilitano in loro sostegno, ma disegnare un quadro in cui ai problemi dell’uomo comune siano più vicini di me abbienti imprenditori e professionisti, danarosi finanzieri o ricchi politici con emolumenti mensili superiori a quanto io guadagno in un anno è quantomeno curioso, nonché decisamente fuori misura.

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