I fatti di Genova sono del 2001

“Lo dissi quando fu nominato e lo ripeto oggi dopo la sentenza. Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica”, scrive su twitter Matteo Orfini. E in effetti, lo disse e lo ha ridetto. Poi ci sono quelli che, come la Serracchiani, non chiedono le dimissioni del presidente della partecipata, ma che egli interroghi la sua coscienza. E speriamo non usi, in quell’interrogatorio, i metodi di Bolzaneto, dove il responsabile era un tale, Alfonso Sabella, che oggi fa un altro mestiere, e che però, quando a questo ruolo “fu nominato”, nessuno di quanti trovano vergognosa una posizione (ma ovviamente non si vergognano di aver appoggiato e appoggiare chi quella nomina ha fatto e confermato) disse nulla.

I fatti di Genova sono del 2001. Questa banale constatazione temporale spiega meglio di molte parole il ritardo che il nostro Paese ha rispetto ai termini della propria coscienza nazionale. Oggi inizia l’iter della legge sul reato di tortura. Bene, e le si potrebbe affiancare anche quella sull’identificazione delle forze dell’ordine. Ma il problema è politico. Gianni De Gennaro è quello che si sapeva essere dal luglio di quattordici anni fa: non serviva una sentenza per capire la sua inadeguatezza a rappresentare lo Stato in una partecipata. Come si sa chi è Alfonso Sabella, e come abbia vigilato sui ragazzi temporaneamente affidati alla sua custodia in quella caserma genovese.

Certo ora, al bar o nelle più alte sedi istituzionali, possiamo pure dire di averlo detto da tempo, e riservarci il diritto di ribadire la puntualità di queste affermazioni quando si dovessero scoprire altri scenari. Però il punto è un altro: quanto una politica irresponsabile, nel senso che non accetta per sé alcuna responsabilità, potrà chiedere responsabilmente ad altri l’assunzione di impegni e comportamenti coerenti con i propri e doveri?

Dal Governo alcuni si dicono vicini alle posizione del presidente del Pd. Perfetto: e quindi? Avete intenzione di fare qualcosa o vi limitate alla facoltà di critica? Perché De Gennaro non è diventato, ed è stato riconfermato, presidente di Finmeccanica (e prim’ancora sottosegretario nell’esecutivo guidato da Monti) per effetto dei movimenti della crosta terreste o dell’ineluttabilità della successione degli equinozi. Lo ha voluto lì il governo Letta, lo ha voluto lì il governo Renzi. Sono stati atti politici, e dei politici che li hanno compiuti, e di chi li ha sostenuti e li sostiene, è la responsabilità politica.

Altrimenti vale tutto. Se l’organo, politico, di indirizzo e di controllo non è responsabile per quello che fanno coloro che dovrebbe indirizzare e controllare, allora De Gennaro, come d’altronde Sabella, non è responsabile di quanto accaduto alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto.

Solo che, se andiamo avanti in questo modo, non troveremo alcun responsabile per nessuna delle cose che accadono, quasi queste fossero tutte frutto del caso, dell’imponderabilità degli avvenimenti, della combinatoria casistica assolutamente casuale, indeterminabile e cinica e bara come possono essere le cose di cui nessuno ha colpa ma che tutti subiscono.

La negazione del libero arbitrio e della facoltà di scelta. E della politica.

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