La nuda popolarità

L’Unità era il giornale del popolo della sinistra. Ma mai, credo, il suo fondatore avrebbe pensato che quella parola, “popolare”, potesse essere letta da un futuro editore del suo foglio in quel modo.

Guido Veneziani, che si dice intenzionato a rilevare il quotidiano storico della sinistra, dice al Corriere della Sera che lui, per il nuovo corso, ha idee molto sbarazzine e accattivanti, e che “se becchiamo la fidanzata di Berlusconi nuda, la pubblichiamo”.

È il nuovo che avanza, bellezza. Però, posso dire che è un nuovo che, sinceramente, mi fa schifo. No, non è che non mi piaccia, o che ne avrei preferito uno diverso. E non sono nemmeno un bacchettone che si scandalizza per un editore che parla di poter pubblicare la foto senza veli della fidanzata di un politico su un giornale. È che questo nuovo qui, per come si presenta, per le parole che usa, per le immagini che vende, mi fa proprio ribrezzo, mi dà il voltastomaco, mi disgusta.

Veneziani dichiara nell’intervista al quotidiano di via Solferino di aver “raggiunto un fantastico accordo con il Pd”. Tremo al solo pensiero dei termini. Dopo quella dichiarazione, ci sarà qualcuno, anche quello con il quale è stato raggiunto il “fantastico accordo”, capace di spiegare al tizio che noi, da questa parte qui, avevamo un’idea diversa della funzione della stampa?

Sempre che ancora abbiamo un’idea diversa di quella funzione. E sempre che il rispetto delle donne non si traduca solamente nella gestione di quote generali, più che di genere, ma pure nell’uso del linguaggio e delle parole. E non dite che non c’entra nulla la questione di genere: non c’entrasse, Veneziani avrebbe detto “se becchiamo Berlusconi nudo, lo pubblichiamo”.

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