Retto è chi rettamente agisce

«Il mio rispetto nei confronti della senatrice Liliana Segre, per tutto ciò che rappresenta, per la storia, i ricordi e il valore della memoria, mi spingono a fare un passo indietro e non poter accettare questa onorificenza che il Comune di Biella aveva pensato per me. […] Non è una scelta contro nessuno, ma una scelta a favore di qualcuno, anche per coerenza e rispetto a quelli che sono i miei valori, la storia della mia famiglia e a mio padre che ha trascorso diversi anni nei campi di concentramento».

Le parole sopra riportate sono di Ezio Greggio, e con queste il conduttore ha spiegato perché rinuncia alla cittadinanza onoraria propostagli dal Comune di Biella. Nei fatti, sembra dire al sindaco della città piemontese: non ho tanta voglia di essere onorato da chi, un momento prima, ha disonorato la storia di questo Paese e la memoria delle tante sue vittime. Il suo profilo televisivo poco si presta a essere immaginato alle prese con posizioni di simile coerenza, in direzione ostinata e contraria al sentire maggioritario dei tempi e del luogo, ma tant’è. Se di lui abbiamo l’immagine del pagliaccio che fa lo stupido a Drive In (la trasmissione, non i cinema americani), con il suo gesto mostra un livello di rettitudine non comune in quest’epoca, nemmeno là dove, più che in questo caso, ci si immaginerebbe trovarne. Chapeau.

Sarà peraltro difficile utilizzare contro di lui, campione da sempre del nazional-popolare e della tv commerciale, e berlusconiana, gli epiteti soliti scagliati in gran copia verso i tanti che osano eccepire rispetto al comune sentire. Radical-chic, intellettuale di sinistra, professorone, possono funzionar e – quali insulti e sempre che possano esserlo, ovvio – se si vuol colpire uno scrittore di libri di nicchia o un cantautore impegnato; contro di lui, come dire, sono smontati fin dalle fasi dell’elaborazione dell’improperio.

In ogni caso, bravo, Ezio.

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